Caccia al clandestino...vivo o morto, che differenza vuoi che faccia?
FAI IL TUO DOVERE DI BRAVO CITTADINO
E DENUNCIA L'INTRUSO!
Può un decreto sulla sicurezza tradotto in legge dare, come effetto collaterale, sintomi di claustrofobia? Appena ho sentito restringersi i margini di libertà personale (che siano i miei o quelli dei migranti non fa differenza), ho avuto un primo attacco di panico. Che cazzo ci faccio con i miei valori ed i miei ideali se confliggono pesantemente con il nuovo assetto sociale configurato da quella legge iniqua?
È giunta l’ora di tirare le somme e di fare qualche considerazione personale sui risultati elettorali delle europee. Cominciamo dall’astensionismo sempre più dilagante. Le cifre parlano chiaro: hanno votato il 66,47% degli elettori contro il 72,88 % del 2004. Un calo di partecipazione impressionante se si considerano anche le percentuali degli italiani che votano all’estero: dal 10,85 del 2004 al 6,59 di oggi. Cosa succede? Appurato che una parte dell’elettorato non è andato a votare scientemente, attribuendo al non voto il valore simbolico della protesta formale contro il sistema dei partiti, vediamo di capire i motivi della disaffezione al voto.
Da chi era composta questa popolazione? Sono stati di più gli sfiduciati, i qualunquisti o gli indifferenti? E’ quello che dovremo scoprire se vogliamo recuperare questa fascia che, a conti fatti, rappresenta un partito vero e proprio. Personalmente credo manchi una vera e propria coscienza europeista. Presi dai problemi di tutti i giorni e, a volte, dalla sopravvivenza vera e propria, molti hanno dimenticato o ignorano che facciamo parte di una comunità più ampia, quella europea, che ha un organo di governo eletto per suffragio universale. La maggior parte degli italiani non sapeva nemmeno di votare per il rinnovo del Parlamento europeo, non ne capiva il perché. L’ho toccato con mano, durante il giro elettorale!
La campagna elettorale incentrata sul gossip e sui pettegolezzi dell’ultima ora, non ha certo giovato all’informazione politica. Sono mancati i dibattiti politici seri, il confronto tra i candidati, la diffusione dei programmi…ma c’erano dei programmi? È’ mancata la par condicio e non è stata garantita la visibilità a tutti i partiti. Opinionisti, sfacciatamente di parte, si sono imbucati in tutte le trasmissioni televisive, propinandoci il loro parere , ad ogni ora della giornata. Questo ha pesato sul risultato elettorale!
Ad urne aperte, i risultati parlano chiaro. La popolazione che ha votato è schierata nettamente a destra. Il PDL scricchiola, ma non cede. Si conferma il primo partito d’Italia e conquista 29 seggi europei. Credo che il calo dei consensi non sia imputabile a Berlusconi, ma piuttosto alla protesta silenziosa (ma poi nemmeno tanto!) di tanti militanti di AN che non hanno digerito l’annullamento del loro amato partito e non amano le sortite del premier. Fini si affanna a precisare, puntualizzare, correggere il tiro, ma l’effetto boomerang si fa sentire…anche se non in maniera eclatante, come sottolinea invece il PD.
Plebiscito per
Italia dei Valori e UDC si impongono con determinazione, conquistando reciprocamente, 7 e 5 seggi. Rosicchiano consensi a destra e a manca, erodendo il PD, da cui attingono voti a larghe mani. Di Pietro vince e convince. Dall’alto del suo 7,94% diventa il primo interlocutore a cui le forze politiche di centro-sinistra si rivolgeranno. Ma non c’è il pericolo che l’IDV fagociti altri elettori? Anche l’UDC di Casini è papabile per una eventuale alleanza. Appagherebbe, senza ombra di dubbio, la componente margheritina e cattolica del PD!
Il PD non convince. Fa acqua da tutte le parti e incassa una sonora sconfitta. Rimedia un 26% che gli procura 22 seggi. Credo paghi, più d ogni atra forza politica, lo scotto di una campagna elettorale che ha ignorato i contenuti politici. Se Noemi era l’esca, il PD l’ha ingoiata per intero, facendosi molto male. Il dopo Veltroni avrebbe dovuto essere fortemente incisivo, l’opposizione avrebbe dovuta essere convincente, la presenza sul territorio più capillare e costruttiva. Troppi condizionali per un partito che aveva velleità maggioritarie.
Arriviamo alle note dolenti. I partiti della sinistra non ce l’hanno fatta a superare la soglia di sbarramento del 4%. Inutile sprecare altre parole sull’iniquità di questo provvedimento. La tendenza della sinistra all’autolesionismo è tristemente confermata. I dati parlano chiaro. Sommando il 3, 36% ottenuto dalla lista comunista unitaria PRC-PdCI, il 3,06% di Sinistra e Libertà, avremmo avuto una netta vittoria. Il problema che si pone è…lo abbiamo capito o no che la frammentazione della sinistra ci sta portando all’estinzione graduale? Nemmeno il conforto di ricevere un bonus come specie protetta!
Quale scenario per la sinistra? PRC e PdCI paiono abbastanza convinti della necessità di proseguire verso il progetto di unificazione del partito comunista. Sinistra e Libertà deve decidersi di che morte morire…verso il PD o verso la sinistra comunista? Logica vorrebbe che propendesse verso la seconda. Il partito di Vendola non è altro che una costola di Rifondazione e Sinistra Democratica nasce dalla fuga dal nascente PD…sarebe assurdo essere usciti dalla porta per rientrare dalla finestra! Ma, in politica, nulla è come dovrebbe essere, quindi aspettiamo gli eventi!
E l’ipotesi di una unica, gloriosa sinistra? Improbabile se il PD continua ad rincorrere le sue velleità centriste, aprendo all’UDC in campo nazionale e inseguendo i “partitini” a livello territoriale locale. E’ una mancanza di coerenza che delude l’elettorato, quello attento e consapevole e preclude ogni possibilità di intesa presente e futura!
Esterno la mia opinione solo dopo aver perso le elezioni.
Ma porca paletta, sarà mica bello essere rappresentati da Berlusconi?
Legittimità o meno dei sui comportamenti personali, probabilmente legali ma sicuramente poco coerenti con le panzane che ci racconta sempre, abbiamo un premier che si fa i fattacci suoi, si sceglie l'opposizione, e governa a colpi di ingegno, creando in chi lo segue sfiducia e sgomento bieca approvazione totale ed infinita.
Io son giunto alla conclusione che molti degli italiani che lo votano ed approvano più che altro lo invidiano, altri aspettano che muoia per prenderne il posto (Fini secondo me fa così), altri ancora gli stanno vicino per convenienza (la lega credo sia l'unica a guadagnarci qualcosa al riguardo), un certo numero di schifati della prima repuubblica credono che lui sia realmente diverso (per me hanno torto ma forse si meritano almeno la salvezza morale), e soprattutto non c'è nessuno che abbia la possibilità e capacità di tenergli testa.
Io credo che un leader vero per essere tale dovrebbe dimostrare di essere superiore alla pari degli altri, se così fosse gli porterei rispetto anche se foe dellaparte politica opposta alla mia, ma lui no!
Ha ottenuto molto grazie ai suoi soldi ed alle sue televisioni e soprattutto, checchè ne dica ai suoi giornali, perchè se è vero che alcune testate molto importanti gli sono contro, è altrettanto vero che la politica la si fa in televisione, a Porta a porta, ad anno zero matrix ed altri, vanno i giornalisti della carta stampata a fare gli opinionisti autorevoli, per cui non mi si venga a dire che Feltri, Paragone o Belpietro siano poi così tanto letti in edicola, eppure sono assolutamente presenti in video in ogni momento. Però qualcuno ha ancora da dire che i giornali gli sono contro!
Eppure se io compro la repubbilca o il corriere è perchè sono già allineato a quelle testate, altrimenti comprerei il Giornale, ma se guardo la tv, vedo tutti anche chi aborro, sento propaganda da dx e sx esattamente come è giusto che sia, anche se poi facendo zapping cado su rete4 o italia 1 che soo apertamente schierati, su canale 5 che lo è secondo me subdolamente, su rai tre che è dichiaratamente contro anche se un po' meno faziosa degli altri, mentre rai due e rai uno sono sempre pro governo.
La 7 si salva.
Allora crediamo pure alla propaganda governativa, e lasciamo che si facciano leggi a ripetizione pro lui, magari credendo pure di poterle sfruttare a proprio vantaggio in altre occasioni.....
Altrimenti non si spiega come mai nessuno abbia cambiato la legge elettorale nonostante fosse stato al governo 2 anni.
Visto che le cose stanno così, brindiamo tutti a Noemi con grande Letizia
Questo è un appello al non astensionismo. Il voto è un dovere civico, ma soprattutto un diritto, conquistato attraverso lotte epocali che fanno parte della Storia del nostro Paese. Chi conserva un minimo di memoria storica sa quale ruolo abbiano avuto i comunisti in questo frangente e non può rendere vano l sacrificio di uomini e donne che sono scesi in piazza, in prima linea, per reclamare questo diritto. Un diritto che dobbiamo esercitare perché rinunciarvi, per sfiducia, indifferenza, leggerezza, significa rinunciare alla possibilità di essere rappresentati. C’è una cosa di cui sono fermamente convinta….che anche una sola voce fuori dal coro sia importante, ma se quella voce non la tiriamo fuori è come se consegnassimo una delega in bianco al potente di turno.
Troppe volte gli elettori di sinistra hanno usato l’astensionismo come forma di protesta. Mi ha fatto sempre pensare a quel marito che si taglia i gioielli di famiglia per far dispetto alla moglie. Insomma, rinunciamo, una volta tanto, a questa vocazione all’autolesionismo ed esprimiamo, liberamente e con fiducia, la nostra preferenza. Ogni singolo voto è importante perché esprime una volontà, definisce una scelta, costituisce una presa di posizione chiara e definita dell’elettore.
Io vi invito a non restare a guardare, ma a votare con consapevolezza, convinti della scelta che fate. Non vendete il vostro voto, non credete alla false promesse, non sottomettetevi all’arroganza del più forte, non fatevi abbagliare dall’immagine, non scivolate nello scoramento del meno peggio. Questo non significa votare. Significa solo esercitare formalmente un dovere, abdicando, di fatto, alla possibilità di scelta individuale.
E non stiamo lì a cincischiare sul fatto che la politica è tutto uno schifo, che chi fa politica fa solo e unicamente i propri interessi, che non c’è più una linea di demarcazione netta tra l’una e l’altra forza politica. Non è vero. Ci sono persone oneste che fanno politica per passione, che realmente stanno in mezzo alle persone, che si arrabattano per risolvere problemi, che non si improvvisano politicanti a venti giorni dalle elezioni. Persone a cui accordare fiducia perché se vogliamo che le cose cambino possiamo farlo, a partire da noi. Ogni singolo voto dato ad un comunista è un grido di protesta. NOI NON CI STIAMO…né con la destra di governo, fascista ed arrogante, né con la pseudosinistra rappresentata dal PD.
VOTATE, VOTATE, VOTATE
LISTA COMUNISTA E ANTICAPITALISTA!
PUGNO CHIUSO E TESTA ALTA!
Ultimo giorno di campagna elettorale. Finalmente! Non ne posso più, ho i nervi a pezzi e l’ansia a tremila. Io voterò comunista e questo non è una novità. Lo sbandiero da così tanto tempo che proprio non sarei credibile se affermassi il contrario. Eppure, ci sono stati momenti in cui ho dubitato dei miei compagni, li ho trovati vecchi e ridondanti, troppo presi a parlarsi addosso, poco concreti. Mi pare di averlo anche scritto qua e là, quasi sbuffando dall’impazienza. Io sono una di quelle persone che “quagliano”. Intendo dire che, sì, fondamentalmente sono una sognatrice, ma sono anche pragmatica e concreta come solo le donne sanno essere. Non mi va di tergiversare, di girarci intorno. Ecco perché non sono adatta alla politica. La politica richiede tempi lunghi, momenti di stasi, ripensamenti, inversioni di rotta. Io mi logoro in questo modo, perdo di interesse e, soprattutto, lascio perdere.
Eppure ho appoggiato e condiviso l’iter provinciale burrascoso che ci ha portato alla condivisione di una lista comunista unitaria. Se avessi dato retta alla mia irruenza avrei mandato a quel paese tutti sin dai primi approcci. Sembrava di giocare una partita a scacchi, ognuno sulle proprie posizioni a studiare l’”avversario”, attenti a fare la mossa giusta. Due fazioni che si affrontavano con poca convinzione, pronti a battere in ritirata qualora venisse detta una parola sbagliata. PdCI e PRC, due partiti comunisti, due anime simili, ma con una distanza abissale da colmare. Le manovre di avvicinamento non sono state facili e indolori. Devo dire che il segretario provinciale del mio partito è stato paziente, fermo e deciso. Conosco ogni tappa di questa avventura perché ha il privilegio di essere mio marito :-D
E finalmente, dopo giorni e giorni di estenuanti trattative, ecco l’accordo. Si presenterà una lista unitaria con lo stesso simbolo. Ma i guai non finiscono perché, pur essendo accomunati dallo stesso obiettivo, ognuno vuole conservare integra la propria identità. La ripartizione dei collegi è un tira e molla da brivido. Musi lunghi e improvvise defezioni segnano il percorso, ma anche in questo caso, si arriva ad un accordo condiviso. Non tutti sono soddisfatti, qualcuno mugugna, ma la copertura dei collegi è assicurata!
Ed inizia la campagna elettorale. Attacchinaggio, volantinaggio nei mercati, contatti porta a porta, incontri con i candidati e chi più ne ha più ne metta. La campagna è la solita esibizione di potere della destra che mostra i muscoli e tira fuori i blocchetti degli assegni, ma devo dire che anche il PD non è da meno. Cene e cenette, buoni benzina e spazi comprati sui giornali…uno spreco di denaro incredibile!
Stasera la chiusura della campagna elettorale. Questa notte ci sarà la battaglia dei manifesti. Ognuno cercherà di oscurare l’immagine dell’altro, in una lotta senza vergogna. Ma sono le stesse persone che ci rappresenteranno? Beh, lasciatemi dire…io non mi lascio rappresentare da chi imbratta, sporca, affigge i manifesti ovunque. Noi siamo diversi. Abbiamo i nostri spazi di affissione e li rispettiamo, perché sono queste piccole cose che marcano la differenza. Non chiacchiere, ma fatti!
Domani si voterà. Il mio augurio è che la gente ci accordi la fiducia che meritiamo, ma soprattutto che questo risultato possa costituire la spinta propulsiva per realizzare quel partito comunista, necessario per ricostruire una sinistra convincente. Non sarà facile. Ho voluto scrivere la mia testimonianza proprio perché ho vissuto, sulla mia pelle, le incomprensioni e le incongruenze di compagni e compagne. Non sarà facile, ma è necessario. Dovremo, dunque, rimboccarci le maniche e continuare, con il coltello tra i denti se sarà necessario, la lotta al nostro interno affinché il progetto unitario si realizzi.
Avevamo già appreso dal verbale n° 5 / 2009 della seduta del 15/04/2009 del Senato accademico dell ' Università dell ' Aquila, che il Rettore Ferdinando Di Orio ha proposto di conferire alla memoria dei nostri figli studenti universitari , l ' assegnazione della laurea honoris causa.
Recentemente, il Rettore dell' Università ha confermato con una sua missiva, indirizzata a tutte le famiglie degli studenti deceduti nel sisma, l' assegnazione del titolo alla memoria, in occasione di una manifestazione pubblica da tenersi il 29 maggio 2009 alla Caserma Scuola della Guardia di Finanza a Coppito.
Al di là delle più semplicistiche e scontate valutazioni sull ' assegnazione della laurea alla memoria, che per noi genitori e parenti delle vittime non ha ovviamente nessun valore morale e affettivo, ribadiamo di non condividere affatto questa decisione, che allo stato attuale è un blando tentativo di voler semplicemente chiudere una tragica parentesi che ha sconvolto la nostra esistenza.
Poco importa che uno studio commissionato dalla Protezione Civile alla società “ Abruzzo Engineering “ e realizzata nel 2006 evidenziasse gravi situazioni strutturali in molti edifici pubblici de L ' Aquila – tra le quali tutte le facoltà universitarie - ; situazioni che andavano sanate a salvaguardia dell ' incolumità pubblica con lavori di interventi che non sono mai stati realizzati.
Va ricordato che durante l ' attività sismica che andava avanti da circa sei mesi nessuno si è preoccupato di sospendere la normale attività didattica nelle facoltà, sottoponendo gli studenti ad un notevole stress psicofisico.
Alla facoltà di Ingegneria ad esempio erano in programma lezioni ed esami nei giorni di lunedì, martedì e mercoledì della settimana di Pasqua. La prevenzione è stranamente scattata dopo i catastrofici eventi sismici del 06 / 04 / 2009, visto che molte facoltà sono state trasferite in alcune città abruzzesi.
Basta solo questo per ribadire ancora una volta che noi famiglie degli studenti universitari, deceduti a L' Aquila nella notte del 6 aprile 2009, rifiutiamo l' assegnazione del titolo di laurea.
Le famiglie di : Michele Strazzella, Enza Terzini, Tonino Colonna, Luca Lunari, Marco Alviano, Angela Cruciano, Luciana Capuano, Davide Centofanti.
Il premier continua a suggerirci di pensare positivo perché così usciremo dalla crisi. Una crisi che prima non c'era, poi... un po'sì che c'era, ma sempre meno che negli altri paesi e infine...c'era, ma ne stiamo uscendo. Basta fare qualche sacrificio, stringere un altro po' la cinghia e farlo sorridendo. Ottimismo è la parola d'ordine. Ed io, questa volta, voglio dargli ragione...per il bene del Paese...se devo essere ottimista lo sarò, perbacco! Così...
Un sondaggio dell'Istat afferma che che il PIL ha avuto un crollo del 5,9%. Sorrido e sono ottimista!
Nella classifica annuale dell'Ocse il salario italiano viene collocato al 23° posto su un totale di 30 paesi. Sorrido e sono un po' meno ottimista.
Secondo i dati di questa classifica un lavoratore italiano guadagna il 44% in meno di un lavoratore inglese. Sorrido e sono sempre meno ottimista!
...il 32% in meno di un lavoratore irlandese...il 28% in meno di un lavoratore tedesco....il 18% in meno di un lavoratore francese. Sorrido e sono decisamente meno ottimista!
Ancora dai dati Ocse...manchiamo di ammortizzatori sociali che tutelino i dipendenti dalle ristrutturazioni e dai licenziamenti. Il mio sorriso assomiglia più ad una smorfia e il mio ottimismo si è dissolto come neve al sole.
Siamo in prima fila per morti e incidenti sul lavoro (quasi cinque al giorno)...ecco, non ho più voglia di sorridere e sono incazzata come una bestia con chi, invece di provvedere al Paese e al benessere fisico, economico e sociale degli italiani, ci suggerisce di sorridere ed essere ottimisti. Ma vaffanculo va!
Ora è anche on-line il quarantesimo numero del Quotidiano della Satira: 120 pagine sulle quali abbiamo ospitato (approssimativamente e fino a ora) 200 testi satirici e 1200 vignette.
Bravi tutti e scusate se è poco...
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Il provvedimento sui presidi-spia esce dalla porta e rientra dalla finestra. Dirigenti scolastici troppo”zelanti”, nell’intento di “pararsi il culo”, se ne escono con provvedimenti discutibili che sanno tanto di violazione della privacy individuale. Ricordo che ci sono dati sensibili che non vanno divulgati a tutela della persona e della sua storia personale, ma a quanto pare, in questa società che si scopre“ariana”…ci sono persone di serie A e persone di serie B.
I fatti…l’altro giorno, a Genova, una preside entra in classe e scrive alla lavagna i nomi degli “incriminati”…devono regolarizzare la loro posizione; ieri, a Padova, viene inviata una circolare con tanto di nomi e cognomi per sollecitare gli alunni stranieri a produrre il loro permesso di soggiorno entro 24 ore, condizione questa per poter sostenere l’esame di maturità. La circolare viene letta alla classe!
Ora, premesso che, il diritto allo studio è inviolabile tanto che
Tra l’altro, proprio a volerla leggere in tutte le sue sfaccettature, questa vicenda è grottesca all’inverosimile. Intanto il provvedimento della preside si basa su una sua presunzione, in quanto non c’è stata una effettiva richiesta da parte di nessuna commissione d’esame. Un accorgimento preventivo che puzza tanto di discriminazione, in quanto non solo avviene su base etnica, ma ignora, tout court, la normativa vigente!
La legislazione in vigore prevede all’art 45, comma 1, del testo Unico che i minori stranieri presenti sul territorio nazionale abbiano diritto all’istruzione indipendentemente dalla regolarità della posizione in ordine al loro soggiorno e che, in virtù di questo, la loro iscrizione nelle scuole italiane di ogni ordine e grado debba avvenire nei modi e alle condizioni previsti per i minori italiani. Essa può essere richiesta in qualunque periodo dell’anno scolastico. I minori stranieri privi di documentazione anagrafica o in possesso di documentazione irregolare o incompleta sono iscritti con riserva. E al comma 2 specifica che l’iscrizione con riserva non pregiudica il conseguimento dei titoli conclusivi dei corsi di studio delle scuole di ogni ordine e grado.
Il problema, dunque, si porrebbe solo per gli allievi che abbiano compiuto i 18 anni, ma a quale persona sana di mente verrebbe in mente di stoppare, in vista del traguardo finale, un qualsiasi studente? Domanda inutile, troppi ce ne sarebbero…ma io questa gente la definisco razzista! E, detto per inciso, personalmente, come insegnante, non mi sarei prestata allo sporco gioco della preside e, pur rischiando una sanzione, avrei puntato i piedi. Mi rifiuto di obbedire ad un ordine di tipo discriminatorio, che lede la dignità della persona e la colloca in una situazione di emarginazione sociale.
Ci sono logiche di mercato che vanno oltre la comprensione del comune cittadino. Solo la voglia di sapere e di andare oltre l’informazione “di servizio” può permetterci di scorgere i lucrosi disegni che si celano dietro certe scelte di tipo economico-amministrativo. Il rischio è che la maggior parte della popolazione resti pedina inconsapevole in un gioco più grande che, travalicando la “normalità” apparente dei fatti, coinvolge le multinazionali più potenti del pianeta.
Per esempio, chi mai potrebbe supporre che dietro l’allarme scatenato dall’ennesima pandemia (vera o presunta che sia!), si possano fare profitti a palate e che, grazie allo strombazzare impazzito dei media, i titoli delle case farmaceutiche facciano balzi tali da raggiungere le vette più alte della Borsa? Salta però subito agli occhi un’enorme incongruenza perché a guardare le fabbriche che chiudono i battenti e i lavoratori mandati a casa, sembrerebbe che la crisi abbia colpito pesantemente anche questo settore, tanto da dover indurre a fare ragionate scelte di riduzione del personale per contenere le perdite.
In realtà, l’incremento in termini di profitti, guadagni e dividendi va a gonfie vele. A pagare i costi della crisi sono , una volta di più, i lavoratori. Questa volta tocca agli informatori scientifici del Farmaco, quelli che tengono i rapporti con i medici di base e li tengono informati sulle novità farmaceutiche. A quanto pare sono diventati superflui tanto da poter fare a meno delle loro prestazioni professionali. L’ennesima mattanza…sono più di 1300 posti di lavoro a rischio, a fronte dei 5000 già persi in tre anni!
La casa farmaceutica più bellicosa sembra essere
Per fare accettare la nuova prospettiva di lavoro si è agitato davanti a loro lo spettro del licenziamento, così tout court...e, dopo l’inganno, pure la beffa! Infatti, le nuove aziende a cui sono stati indirizzati i lavoratori “dismessi” si sono rivelate essere società costituite con capitale minimo, tanto da aver dichiarato fallimento dopo qualche tempo. È il caso della X-Pharma, fallita dopo aver lasciato senza stipendio i dipendenti, della MARVECS che ha avviato la procedura di licenziamento per 200 informatori il gennaio scorso.
Troppo ce ne sarebbe ancora da aggiungere perché quello che ho scritto qua, in forma piuttosto semplicistica, non è che la punta dell’iceberg. A Latina, che è stato un polo farmaceutico di tutto riguardo fino a poco tempo fa, la “presunta” crisi del settore ha mietuto troppe vittime tra i lavoratori…senza nessuna possibilità di reintegro nel mercato del lavoro.
11/05/2009 POTENZA - Si dice «rammaricato» per quel “tirare dentro” la Chiesa, praticamente «è assurdo». Santarsiero, sindaco e candidato del centrosinistra a Palazzo di città riassume l’accusa del segretario cittadino del Pdl sulla presenza “interessata” alla celebrazione religiosa, ieri, in contrada San Fancesco. «E’ scandaloso», dice rispondendo a distanza a Lorenzo Larocca che, poco prima, in una nota aveva spiegato come trovasse «semplicemente sconcertante lo scarso rispetto religioso di Santarsiero». Spiega come «nel corso della funzione, prima dello scambio della Pace» il parrocco abbia ritenuto di far intervenire il sindaco in quello che Larocca chiama «una sorta di spot elettoral-religioso per fargli ringraziare i consiglieri comunali presenti, ovviamente del Pd, per l’attività profusa nel corso della consiliatura». Senza dimenticare di «salutare “fervidamente” i fedeli intervenuti». Il punto, sollecita Larocca, è che «alla conclusione dell’intervento imbonitore del sindaco, l’officiante ha pacificamente proseguito la funzione stessa come niente fosse». Allora, «questo interessato presenzialismo a funzioni religiose, con concordata partecipazione subliminale, nel corso della funzione stessa, è la cifra dell’affanno di una nomenklatura giurassica che a ogni costo vuol mantenere la gestione del potere non sottraendosi a nessun tentativo, quand’anche bigotto, pur di raggiungere lo scopo». Il quadro tracciato da Larocca, però, viene smentito da Santarsiero che alla celebrazione in occasione della festa di quartiere della contrada «ci vado ogni anno. Da sindaco, ho sempre portato il saluto dell’amministrazione alla città». Quanto al caso specifico, «la messa era terminata». 

Rendo onore al coraggio, alla forza, alla dignità di Peppino Impastato, morto per essersi opposto alle logiche e alla sovranità della mafia, ammazzato per essersi ribellato al retaggio feudale della sottomissione al padrone...al padrino, in questo caso!
Dalla parte dell'Imperatore c'è "anche" un agguerrito esercito di mercenari pronti alla pugna.
A governarci c'è un intero circo di buffoni, equilibristi, funamboli, trasformisti… a capo della baracca spiccano due maghi arruffoni, che fanno della prestidigitazione l’arte del fregare il prossimo…laddove per prossimo si intende l’intero popolo italiano , con particolare riguardo alle popolazioni abruzzesi!
Antefatto: il 23 aprile scorso, nel consiglio straordinario del Consiglio dei Ministri, Tremonti e Berlusconi annunciarono lo stanziamento di 8 miliardi per la ricostruzione dell’Abruzzo. Questa notizia venne strombazzata, diffusa, replicata in tutte le salse. Sembrava, dall’enfasi posta, che i soldi li avrebbero erogati così, sull’unghia, ma…ecco che, invece, spunta fuori un “Pacchetto Ricostruzioni” che di mirabolante ha solo i trucchi, le strategie, le tattiche di chi ci vuole rifilare il pacco, il contropacco ed il paccotto…quello che se ne evince è che i soldi promessi non ci sono! Nel Decreto 39, lo stanziamento si riduce drasticamente: 5,8 miliardi spalmati tra il 2009 e il 2032…insomma fondi erogati in 23 anni, a partire da 1,152 miliardi elargiti questo anno e poi a diminuire di anno in anno!
Ma la cosa più stupefacente è come verranno reperiti i fondi. Si preventiva che 500 milioni di fondi dovranno arrivare dall'indizione di "nuove lotterie ad estrazione istantanea", "ulteriori modalità di gioco del Lotto", nuove forme di "scommesse a distanza a quota fissa". Ma non si era detto che non si sarebbero messe le mani in tasca agli italiani? Si attingeranno altre risorse al Fas, il Fondo per le aree sottoutilizzate e da altre fonti generiche e fondi imprecisati, sottratti un po’ qua e un po’ là! Infine…e questa è la barzelletta che ci sentiamo riproporre ogni due per tre…altri fondi potranno essere reperiti grazie alle "maggiori entrate derivanti dalla lotta all'evasione fiscale, anche internazionale, derivanti da futuri provvedimenti legislativi".
Anche l’erogazione dei fondi previsti per l'edificazione delle case provvisorie lasciano a desiderare. Di circa 700 milioni, 400 risultano spendibili durante il 2009,
Insomma…ora se i media sono concentrati sulla vicenda Lario-Berlusconi..un motivo c’è…si distoglie l’attenzione da queste nefandezza con un gossip ben confezionato…ed il pubblico che abbocca non vede, come nel gioco delle tre carte, dove è il trucco e dove l’inganno!
Allettanti giovani utilizzate come esche elettorali, drammoni familiari strappalacrime, divorzi strombazzati, minacciati, sbandierati su ogni giornale, lacrime finte e appelli accorati, moniti e richiami ala sobrietà … questo polpettone melodrammatico è quanto di più grottesco io abbia mai visto. Quello che mi disarma non sono solo i due protagonisti eccellenti, ma la legione di servi e lacché, untori e leccaculo che, fino a ieri, adulavano la first lady ed ora le danno contro. Pettegolezzi e gossip, chiacchiericcio di bassa lega…ma dove cazzo è finita la politica con
Ritengo che i giornali stiano facendo di questa vicenda un affare di stato e che le prese di posizione siano di una ipocrisia patetica e che, soprattutto, tutto questo sia stato confezionato ad uso e misura di un pubblico nutrito a soap opera...che ci sguazza nel pettegolezzo e perde di vista ciò che è importante!
In un colpo solo siamo passati da cittadini a guardoni mediatici...nemmeno lo status di telespettatori ci è più attribuito ormai!

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C’è da sfregarsi le mani…questo fanno gli azionisti…i dividendi sono sempre più succulenti (41 centesimi per azione)…toh, fra i principali azionisti di riferimento c’è il Ministero dell’Economia che ha investito una quota azionaria di 250 milioni di euro nell’affare…chi l’avrebbe mai detto? E se questi proventi arrivano dalla vendita di carri armati, aerei e navi da guerra e grandi sistemi di difesa…che vuoi che importi? Basta cancellare dalla propria mente i milioni di vittime innocenti che ogni guerra lascia dietro di sé… pensare intensamente a quanto si ricaverà dal proprio investimento…ed i giochi sono fatti!
Certo bisogna anche chiudere un occhio o guardare dall’altra parte… eh sì, perché Finmeccanica, per raggiungere questi risultati, bara un bel po’…contravviene, per esempio, alla legge 185 del 1990 che disciplina il commercio delle armi. D’altra parte, è una legge di una incongruenza unica…ma vi pare che uno che commercia in armi non possa venderle ai paesi belligeranti? E con cosa sparano isoldati ai nemici…facendo bang bang con le dita? E allora perché mai incazzarsi se Finmeccanica continua a firmare contratti…con il Marocco, l’Arabia Saudita, il Pakistan,
Deve pensarlo anche il Vaticano…sì, sì…altrimenti non si spiega perché permetterebbe che un suo progetto in Africa possa essere finanziato anche dalla Finmeccanica….che vogliano considerare il contributo in denaro della holding armiera come una specie di espiazione, un obolo per l’acquisto di un’indulgenza, il dovuto tributo per l’assoluzione dai propri peccati?
E Dio sta a guardare…con grande disgusto!