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E così c'è aria di bufera nella casa del popolo delle libertà! Il motivo del contendere? Berlusconi insiste perché nell'agenda politica di settembre prossimo sia inserito, in maniera prioritaria, la riforma sulla giustizia. Di parere contrario è la Lega che chiede il rispetto degli imnpegni presi come da calendario...il federalismo fiscale, il codice delle autonomie, la finanziaria, la riforma costituzionale. Per il 2008, secondo il ministro della Semplificazione Amministrativa Calderoli, il governo deve affrontare queste questioni procrastinando la riforma sulla giustizia.
Ma il nostro Silvio nazionale è "de coccio" e non molla. La giustizia, a suo dire, è una priorità nazionale, quindi sulla giustizia non farà passi indietro...anzi è più che mai determinato a riformare in via prioritaria l'ordinamento della magistratura in Italia, dopo anni di asserito accanimento giudiziario contro di lui. Ed è così convinto il premier che ha già pensato a chi affidare l'ingrata fatica e in quale direzione dovranno muoversi i "saggi" (anche di partito...perché no?) che dovranno occuparsene. Eh, Calderò...mettici 'na pezza!
Intanto, nei corridoi di Montecitorio gira sempre più insistentemente una voce...Berlusconi si cimenterà nella camminata sulle acque e tenterà di battere il record di permanenza su di esse del suo predecessore...un certo...oddio, mi sfugge il nome...ah, sì...Gesù di Nazareth!

Non italiani, ma italioti. Insomma se noi elettori di sinistra, da bavi coglioni, l'abbiamo preso in quel posto, gli italiani che hanno votato a destra, da bravi idioti, stanno subendo lo stesso trattamento. Per par condicio no?
Nella berluscopoli di recente insediamento sono scomparsi i temi caldi della recente campagna elettorale. Il caso Alitalia, l'immondizia napoletana, l'incremento dei posti di lavoro, la rivalutazione degli stipendi, l'aumento delle pensioni, la migliore vivibilità e la qualità dell'esistenza...
E non mi si dica di no. Alla vigilia delle votazioni sembrava che il caso Alitalia fosse risolto, ma delle cordate annunciate non è rimasto che il cappio che va stringendosi sempre più intorno al collo della nostra compagnia aerea di bandiera! E riappaiono i sacrifici che sono sempre a danno di qualcuno che deve immolarsi per il bene collettivo. Questa volta tocca a circa 4000 "esuberi" che, tradotti in soldoni, metterà con il culo per terra circa 2000 dipendenti in più di quelle previsti dal piano di Air France!
E l'immondizia? Continua a stare nelle strade, con il pericolo di infezioni ed epidemie all'acutizzarsi del caldo... a nulla sono serviti i presidi militari...la gente del luogo continua ad essere incazzata per l'apertura di nuove discariche e siti di stoccaggio su territori finora sfuggiti all'inquinamento e non è disposta a cedere! Ora, dopo le promesse dell'11 giugno scorso, ecco dilazionare ancora la fine degli interventi...a fine luglio. Intanto i cittadini napoletani rifiutano di pagare la Tarsu, la tassa sui rifiuti urbani. E vorrei vedere!
Sull'incremento dei posti di lavoro stenderei un velo pietoso. Chi ha la fortuna di aver un posto a tempo indeterminato usufruisce di uno stipendio inadeguato. Non sono io a dirlo, ma i dati dell'OCSE che colloca il nostro Paese nella classifica dei salari medi netti al 23° posto sui trenta totali. Se si guarda a quanta parte del salario, invece di finire in busta paga, finisce nelle casse del fisco e degli istituti previdenziali si scopre che in Italia la quota è quasi pari al 46% . Infatti, nella classifica del cuneo fiscale, che calcola la differenza tra quanto pagato dal datore di lavoro e quanto effettivamente viene incassato dal lavoratore, siamo al sesto posto.
Se invece foste precari...beh, non preoccupatevi. Lo resterete a vita perché anche se restasse l'opzione di sposare Berlusconi junior, solo una di voi potrebbe farlo! Sul tema del precariato colgo un grande fermento in rete soprattutto dopo le dichiarazioni del trio Gelmini, Giavazzi e Brunetta più orientate al contenimento della spesa pubblica, con una politica centrata su tagli indiscriminati a destra e a manca che alla risoluzione del problema!
Sulla questione pensioni ho già scritto...bella invenzione la social card...azione promozionale a tutti gli effetti che si traduce nel contentino una tantum. Ma, di questi tempi, chi si accontenta gode...e se a goder sarà un esiguo numero di pensionati, ben venga...la carità pelosa non si rifiuta di questi tempi. Troppo dura la lotta al carovita!
Migliore qualità della vita. Ci scappa una grassa risata...ho sentito cianciare talmente tanto di sicurezza che ho paura anche della mia ombra...magari le faccio prendere le impronte digitali, la faccio inserire in una lista nera e poi assumo un vigilantes per tenerla d'occhio!
In conclusione...siamo stati presi tutti per il culo. Sono tornate le leggi ad personam, a garanzia e per l'immunità di chi ha predicato bene e razzola sempre più male. Si rende innocua la magistratura bloccando i processi, si imbavagliano i giornalisti, si terrorizzano gli italioti con i clandestini, gli omosessuali, i diversi, i comunisti. Con tanti sberleffi dal Cummenda!
Per effetto del protocollo welfare siglato dal precedente governo di sinistra, i pensionati riceveranno un aumento quando andranno a riscuotere la pensione. gli aumenti previsti riguardano i pensionati che hanno almeno 64 anni e un reddito complessivo personale inferiore a 654 e 684 euro al mese: l'assegno, in rapporto ai contributi, versati varierà dai 336 ai 504 euro. Si tratta di 3.400.000 pensionati secondo i calcoli elaborati a Novembre 2007. Ma non se ne parla. Tutto tace perché il fiato alle trombe è riservato per la “social card” berlusconiana.
Non voglio dire che non sia un buon provvedimento (anche se ricorda vistosamente la tessera annonaria fascista!) visto che ogni entrata aggiuntiva permette ai pensionati una migliore qualità della vita, quanto piuttosto sottolineare l’estemporaneità di certe manovre a scapito di interventi strutturali più mirati.
Che cosa è la social card? È una carta prepagata che sarà consegnata alla Posta quando si ritirerà l'assegno della pensione e avrà un valore di 400 euro l'anno. Si potrà usare per ottenere sconti sui prodotti alimentari (il 10% sulla spesa) e sulla bolletta della luce per la quale lo sconto sarà del 20% sulla tariffa elettrica sociale assegnata d'ufficio.
Chi riceverà la card? Circa un milione e duecento pensionati, a fronte di un esercito di circa otto milioni di anziani che ricevono una pensione che arriva a malapena a 750 euro (l’80% non arriva nemmeno ai 500 euro ). Insomma un numero poco più superiore al 10% della popolazione avente diritto!
Allora, io mi chiedo, dove è la promozione del diritto sociale? Per le persone in difficoltà, prima di tutto gli anziani, sono necessari i servizi. Ma la mannaia si è abbattuta in primo luogo ( e ancora una volta!) sui fondi agli enti locali. C’è da chiedersi, pertanto, se i 400 euro l’anno copriranno gli aumenti che a livello locale saranno approvati per far fronte ai tagli e se, soprattutto, permetteranno una maggiore tranquillità alle persone alle prese con il carovita!
Ma insomma uno non avrà nemmeno il diritto di togliersi un sassolino dalla scarpa che viene sonoramente fischiato? Ma che incivili ‘sti commercianti…cioè, voglio dire, se uno non può nemmeno più sfogarsi un po’ in pubblico…che diamine…a che serve essere un premier allora?
Il nostro primo ministro è stato contestato dalla platea della Confesercenti che, forse a causa del caldo ha avuto un giramento di palle all’ennesima tirata di Berlusconi contro la magistratura “giustizialista” e i giudici “ideologizzati. che sono la metastasi della democrazia". Nonostante le contestazioni, anzi forse ringalluzzito dal dissenso, il premier si è ancor di più infervorato ed ha proseguito con una pippa sulle presunte persecuzioni di cui sarebbe vittima, per poi lanciare una bordata definitiva all’opposizione…colpita ed affondata…con Veltroni, seduto in sala, a cui è toccato subire l’”ira funesta” del nostro eroe, ormai in delirio di onnipotenza, senza aver possibilità di replica.
E la farsa continua!
Ho bisogno di capire. Insomma, sento cianciare da mesi della necessità di maggiore sicurezza. In nome di questa ho ascoltato cittadini qualunque e anche politici esaltarsi per le ronde cittadine: annichilita ho assistito, in diretta tv, all’assalto dei campi rom e ho appreso delle leggi antirazziali proposte per debellare la criminalità “zingara”; ho udito il premier prima affermare che la clandestinità deve essere considerata reato, poi ritrattare ed assumere una linea più morbida e poi tornare di nuovo alla carica…come se il male di questa nostra povera Italia fossero solo i clandestini!
Poi, un giorno, le chiacchiere cambiano. Basta con le intercettazioni si proclama con toni drastici. Ed io mi dico…beh, la tutela della privacy…poi mi rispondo…capirai, la privacy: gli impianti satellitari e la telefonia mobile, internet…tutto è sotto controllo, anche le nostre menti a quanto pare, vista la continua manipolazione ad opera dei media.
Dunque, secondo il disegno di legge (o è un decreto legge…le solite gaffes berlusconiane!) l’uso delle intercettazioni telefoniche è possibile solo per reati che abbiano il massimo della pena dai dieci anni in su. Questo significa che per gli omicidi, i sequestri di persona, il riciclaggio, la corruzione dei pubblici ufficiali, la criminalità economica, l'usura, l'estorsione e la pedofilia si dovrà rinunciare a uno “strumento di indagine che spesso è l'unico praticabile!
Allora, qua devo capire…perché la legge dei due pesi e delle due misure non mi sta bene! Una persona che arriva nel nostro paese su un barcone, spinto dalla disperazione e dal bisogno, è reo di clandestinità appena mette piede sul suolo italiano e un delinquente che si diletti in scippi, rapine, omicidi colposi ha un’immunità acquisita grazie a questo giro di vite governativo? Roba da non credere!
Ma c’è di più, in questo paese della cuccagna che sta diventando l’Italia! Approvata, ieri, la norma che interrompe i processi per i reati non gravi, commessi sino al 2002. Sarà un caso che l’unico presunto reato per il quale Berlusconi è ancora sotto processo, il famigerato caso Mills ricada proprio nei termini sopra citati?

Insomma, per la serie “Il lupo perde il pelo, ma non il vizio”, ecco tornare la stagione delle leggi ad personam!
DEMOCRAZIA:hai 2 mucche. Si vota per decidere a chi spetta il latte.
DEMOCRAZIA RAPPRESENTATIVA: hai 2 mucche. Si vota per chi eleggerà la persona che deciderà a chi spetta il latte.
CAPITALISMO: hai 2 mucche. Ne vendi una per comperare un toro e avere dei vitelli con cui iniziare un allevamento.
CAPITALISMO SELVAGGIO: hai 2 mucche. Fai macellare la prima e obblighi la seconda a produrre tanto latte come 4 mucche. Alla fine licenzi l'operaio, che se ne occupava, accusandolo di aver lasciato morire la vacca di sfinimento.
BERLUSCONISMO: hai 2 mucche. Ne vendi 3 alla tua società quotata in borsa, utilizzando lettere di credito aperte da tuo fratello sulla tua banca. Poi fai uno scambio delle lettere di credito, con una partecipazione in una società soggetta ad offerta pubblica, e nell'operazione guadagni 4 mucche, beneficiando anche di un abbattimento fiscale per il possesso di 5 mucche. I diritti sulla produzione del latte di 6 mucche, vengono trasferiti da un intermediario panamense sul conto di una società con sede alle Isole Cayman, posseduta clandestinamente da un azionista, che rivende alla tua società i diritti sulla produzione del latte di 7 mucche. Nei libri contabili di questa società figurano 8 ruminanti, con l'opzione d'acquisto per un ulteriore animale. Nel frattempo hai abbattuto le 2 mucche perché sporcano e puzzano. Quando stanno per beccarti, diventi Presidente del Consiglio!

Divertente constatare come i sostenitori del PDL si affannino a spiegare le cazzate berlusconiane. Perché ne confeziona a raffica...una tira l'altra...come le ciliegie! Divertente ed inutile. Il Cavaliere si commenta da solo. Perché affannarsi a ridimensionare i gesti, le parole, gli atteggiamenti, gli strafalcioni, liquidando ogni atto o dichiarazione come l'ennesimo scherzo berlusconiano? Ma, niente niente, il leader del PDL sta pensando di concorrere per fare l'avanspettacolo al Bagaglino?
Di atti simbolici ne abbiamo le scatole piene. Anche delle spiegazioni a margine, a dire il vero. Ora l'ennesima battuta infelice. Una battuta, certo, ma...visto che non cerchiamo un capocomico, la ritengo inopportuna e offensiva per la categoria dei precari. Sono stata precaria per dieci, lunghi anni. Non permetto a nessuno, men che mai a chi è imbottito di soldi e non conosce il senso della parola sacrifici, di ironizzare sul precariato.
Chi è precario è come sospeso in un limbo, una specie di terra di nessuno, dove i diritti non attecchiscono abbastanza per salvaguardarti. Attese snervanti condizionano la tua vita e, quando finalmente è il tuo turno e vieni chiamata, accetteresti qualsiasi compromesso ti venga proposto. La paura di perdere quella opportunità, la voglia di dimostrare che sei la persona giusta al posto giusto, il bisogno di soldi, la necessità di sentirti dentro al sistema produttivo, allontanando da te quel senso di marginalità e inadeguatezza che limitano e tue possibilità di scelta... chi l'ha vissuta o la vive oggi sa che non esagero!
Non fa progetti un precario...vive alla giornata, arrangiandosi come può. E' un vero e proprio acrobata...costretto a fare i salti mortali per poter vivere dignitosamente, senza dover ricorrere all'aiuto della famiglia o degli amici...con la spada di Damocle della perdita del lavoro sospesa perennemente sulla testa. E parlo con cognizione di causa!
Non liquido così facilmente la battuta di Berlusconi perché quello del precariato è un nervo scoperto della nostra società ed affrntare il problema con simpatica ironia mi pare irriguardoso per chi vive la precarietò dell'esistenza come una dura realtà.
Berlusconi ha la teatralità nel sangue. E' un guitto che tiene alta la tradizione della commedia dell'arte. Recita a soggetto, su un canovaccio a trame così larghe da essere del tutto inconsistente. Ed ecco la coriandolata berlusconiana. Il Grande Gesto. Strappa il programma del PD davanti alla platea che lo applaude.
Se dovessimo leggerlo alla luce di un'analisi superficiale si potrebbe liquidare il gesto come una provocazione gratuita, l'ennesima smargiassata all'interno di uno show abilmente organizzato. Così non è. Il messaggio è forte e chiaro. Non sappiamo che farci delle chiacchiere di Veltroni, il suo programma è carta straccia e non ci facciamo nessunissimo scrupolo a farne coriandoli...beh, già che non ne ha fatto altro uso!Al di là della facile ironia, una riflessione va fatta. Ma che ci vogliamo riconsegnare davvero davvero ad un uomo simile?
Veltroni replica con un aplomb invidiabile, rimandando al mittente il tentativo di inasprire i toni della campagna sin da subito. Liquida il fatto con poche battute "Noi non stracciamo i programmi dei nostri avversari, noi li leggiamo". Tiè Berlusca...e porta a casa!
Credo ci faremo delle grasse risate, visto l'esordio...in definitiva, cercare di sopravvivere all'ennesima campagna elettorale è un grande sacrificio per noi italiani...che qualcuno si adoperi per rendercela più leggera e digeribile mi pare doveroso...siamo o non siamo un popolo cresciuto a pane e reality show?
lui è il gatto, ed io la volpe,
stiamo in società, di noi ti puoi fidar.
Non capita tutti i giorni
di avere due consulenti
due impresari, che si fanno
in quattro per te...!
Veltroni e Belusconi. Nasce un idillio di altri tempi tra il leader del PD e quello del PdL e se son rose…fioriranno! Per il momento ognuno tenta di rassicurare i propri alleati ed ex-alleati con le dichiarazioni di rito. Insomma, sì…c’è stato un positivo riavvicinamento tra maggioranza ed opposizione, ma è solo per favorire un accordo in vista della riforma elettorale. E che diamine, cosa altro pensare?
Veltroni dichiara che il clima di odio che ha connotato finora lo scenario politico è ormai superato e che l’incontro con Berlusconi è all’insegna della distensione nei rapporti tra le parti politiche. Nella conferenza stampa seguita all’incontro, Veltroni configura, in una specie di “rapita” visione, una dimensione politica in cui, ristabilito un giusto equilibrio tra maggioranza ed opposizione, si possa determinare un sistema democratico vero, “fondato sul rispetto reciproco, sulla passione e la bellezza del conflitto e del confronto politico-programmatico “
Il nervosismo però aleggia tra le fila di chi si sente “respinto”. In primis Fini che è in forte crisi di popolarità avendo perso la propria credibilità per le note vicende sentimentali che tutti ormai conoscono. È un po’ piccato il leader di AN sia perché nell’ambiente si vocifera insistentemente che la campagna denigratoria nei suoi riguardi sia siglata Mediaset, un po’ perché Berlusconi lo ha abilmente dribblato dopo avergli fatto quasi toccare il cielo con un dito…accidenti, ce n’è per logorare qualsiasi rapporto personale oltre che politico…e che il giocattolo si sia rotto, non c’è dubbio! Il pomo della discordia, in questo caso, è l’indisponibilità del Cavaliere di definire e dichiarare le alleanze prima del voto. Questo renderebbe nervoso e irritabile chiunque...Fini chiede chiarezza e trasparenza perché ben conosce le doti di trasformista del suo ex alleato …e sottolinea, commentando lapidario la richiesta di Berlusconi di unirsi nel nuovo soggetto politico, come “L’unità si costruisce non per l'adesione ad un appello ma con la condivisione di obiettivi, programmi e strategie".
Anche Casini mastica amaro. Accusa Berlusconi di voler recitare due parti nella stessa commedia…le doti istrioniche, in effetti, non mancano al leader del PdL e nemmeno la faccia tosta di invertire la rotta se il vento non è favorevole. Non sono piaciute al Cavaliere le successive insubordinazioni dei suoi alleati e, la ventilata ipotesi di una Cosa Bianca che avrebbe potuto determinare una nuova leadership, deve essergli sembrata una operazione non proprio vantaggiosa…ed in un impeto di sdegnata lesa maestà, ha tirato un colpo gobbo a tutti…il Cappellaio Matto ha colpito ancora! Ha doti di improvvisazioni notevoli e soldi a sufficienza per finanziare, senza riserve, qualsiasi cosa gli passi per la testa!
Bossi si dichiara “sospettoso”. L’incontro tra Berlusconi e Veltroni non ha prodotto nessun documento scritto. C’è aria di fregatura, secondo il leader leghista e ci tiene che siano ben definite le linee di demarcazione e di confine tra l’uno e l’altro partito. “Meglio separati che uniti e litigiosi”. Certo che deve essere difficile trovare comunque una collocazione nella nuova formazione politica che Berlusconi vuole creare. Essa ha un progetto ambizioso, quello di “unire tutti i liberali e tutti i moderati”…ecco che ci azzecca Bossi in questo disegno? (continua)
Veronica Lario fu notata dal futuro marito, Silvio Bis Luscus, durante uno spettacolo teatrale in cui recitava (Veronica, non Silvio) mostrando nudo il maestoso seno.
Cosa avrà spinto Uòlter nell’esternare l’afflato di accompagnarsi – politicamente - alla prima donna di Arcore?
Forse che la moglie Flavia, nonostante professi ArchiTettura, abbia argomenti ormai sgonfi?
Ma è politica di sinistra o siamo in un film di Fellini?

Salire al Colle, in lenta processione (vista l’età e gli acciacchi!) per fare cosa? No, che si mettano d’accordo…perché a sentire le dichiarazioni dell’uno e dell’altro, pare chiaro che la decisione sia stata presa quando forse i nostri eroi erano in preda ai fumi dell’alcool o in piena digestione.
Provo a mettere d’accordo le diverse campane. Mentre da quel di Albore e dalla Padania tutta, echeggia la richiesta di elezioni anticipate, dall’altra parte, risuona a morte, il messaggio di chi vuole andare ad esporre la difficile situazione del nostro paese. Casini, dopo aver glissato elegantemente l’invito dell’allegra combriccola, spara a zero sulla missione del cavaliere & C. , definendola l’ennesima mossa pubblicitaria!
Io me li immagino i tre…’mazza come i re magi…che arrancano in salita, cercando di persuadersi l’un l’altro che lo stanno facendo per il bene del Paese e degli italiani. Poveri cocchi!
Ormai il dado è tratto. Endemol verrà acquistata ( ora è di proprietà di Telefonica) dal consorzio formato da Mediaset (attraverso l'alleanza paritetica Mediacinco Cartara composta da Mediaset al 25 % e Telecinco al 75%), dal fondo Cyrte di John de Mol, e un fondo private equity della Goldman Sachs. Battendo così l'altro consorzio formato da De Agostini, Gori e Magnolia. Endemol capitalizza 3 miliardi di euro ed è presente in 25 paesi. Così, i format prodotti dalla compagnia olandese, che già girano sulle reti Rai, avranno ora proprietà Mediaset. Alcuni paventano il rischio di una ulteriore uniformità ed omologazione nei programmi televisivi che proprio non brillano per originalità e spazio alla cultura. Fedele Confalonieri assicura, da parte sua, che non userà Endemol contro la Rai; non sarebbe nè corretto nè legale.