Samie

La nostra vita comincia a finire il giorno che diventiamo silenziosi sulle cose che contano. M.L. King
mercoledì, 16 luglio 2008

La riforma della giustizia s'ha da fare!

http://tornalasino.blogspot.com

 

E così c'è aria di bufera nella casa del popolo delle libertà! Il motivo del contendere? Berlusconi insiste perché nell'agenda politica di settembre prossimo sia inserito, in maniera prioritaria, la riforma sulla giustizia. Di parere contrario è la Lega che chiede il rispetto degli imnpegni presi come da calendario...il federalismo fiscale, il codice delle autonomie, la finanziaria, la riforma costituzionale. Per il 2008, secondo il ministro della Semplificazione Amministrativa Calderoli, il governo deve affrontare queste questioni procrastinando la riforma sulla giustizia.

Ma il nostro Silvio nazionale è "de coccio" e non molla. La giustizia, a suo dire, è una priorità nazionale, quindi  sulla giustizia non farà passi indietro...anzi è più che mai determinato a riformare in via prioritaria l'ordinamento della magistratura in Italia, dopo anni di asserito accanimento giudiziario contro di lui. Ed è così convinto il premier che ha già pensato a chi affidare l'ingrata fatica e in quale direzione dovranno muoversi i "saggi" (anche di partito...perché no?) che dovranno occuparsene. Eh, Calderò...mettici 'na pezza!

Intanto, nei corridoi di Montecitorio gira sempre più insistentemente una voce...Berlusconi si cimenterà nella camminata sulle acque e tenterà di battere il record di permanenza su di esse del suo predecessore...un certo...oddio, mi sfugge il nome...ah, sì...Gesù di Nazareth! 

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lunedì, 14 luglio 2008

I docenti italiani: vecchi, impreparati, demotivati

Due diverse ricerche di Bankitalia passano ai raggi x la scuola italiana. La prima è dedicata ai divari territoriali di rendimento degli studenti, l'altra agli insegnanti la cui attuale condizione, secondo questo studio, influisce spesso negativamente sulla qualità del sistema educativo.

 Per conto di chi? Niente meno che per il Ministero della Pubblica Istruzione, a sottolineare  lo stretto connubio tra politica scolastica e politica economica. Alleanza, peraltro, rafforzata dalla nomina alla guida dell'INVALSI (Istituto Nazionale di Valutazione del Sistema di Istruzione e Formazione) di un economista come Piero Cipollone, proveniente dall'ufficio studi della Banca d'Italia.

Ora, qualcuno mi spieghi che cosa ha in comune Bankitalia che si occupa di politica monetaria e di informazioni prettamente finanziarie con la Scuola che si occupa di insegnamento, psicologia dell’età evolutiva, pedagogia, stili di apprendimento, didattica, valutazione… qualcuno mi spieghi come mai ne emerge una fotografia che rafforza l’immagine disastrosa che certa stampa ha provveduto ad alimentare…qualcuno mi spieghi perché nel momento in cui la nostra ministra lesina risorse economiche e umane alla scuola spunta fuori, con abile mossa di prestidigitazione, uno studio che scarica le colpe sugli insegnanti!

Così, se la scuola pubblica va male ed i risultati sono insoddisfacenti non è colpa dei tagli indiscriminati che, ad ogni finanziaria, si abbattono su di essa, ma di una classe docente vecchia, impreparata, con scarsa motivazione ed attaccamento al lavoro. Addirittura, la colpa della mancanza di qualità è attribuita a quei docenti che si spostano da una scuola all’altra, non garantendo un’adeguata continuità educativa e didattica.

Mio Dio, perdonali perché non sanno di cosa cianciano. Lo sanno i ricercatori di Bankitalia che gli insegnanti frustrati, demotivati e stanchi sono perlopiù precari annuali che militano nella scuola da 15-20 anni? Lo sanno che la mobilità forzata è dovuta al continuo taglio delle cattedre e dei posti di lavoro che spariscono inghiottiti dalla finanziaria di turno?

Non hanno dovuto mai alzarsi al’alba e fare i pendolari dell’istruzione da una regione all’altra, non hanno dovuto mai accettare un incarico in capo al mondo ringraziando la buona sorte per una cattedra anche incompleta, non hanno dovuto mai stabilirsi lontani da casa, sacrificando una parte dello stipendio per “formarsi”…eh già, perché questo non emerge dallo studio di Bankitalia..quanto investiamo, ogni anno, per aggiornarci, per stare al passo con i tempi…che se anche non volessimo farlo per pigrizia intellettuale, saremmo comunque costretti a farlo per poter comprendere ed affrontare quella umanità in continua evoluzione che sono i nostri allievi.

Personalmente, spendo talmente tanto per libri e corsi di formazione universitari, che mi sento offesa da una generalizzazione così pretestuosa, ma questo non mi esime dal porre sul tappeto una questione assai scottante. È mai possibile che il destino e l’immagine dei  docenti debba essere, una volta di più, data in pasto all’opinione pubblica sulla base di una ricerca i cui committenti hanno a cuore più il contenimento della spesa pubblica che l’investimento sulla formazione e l’istruzione? Intanto…da settembre ci saranno 140000 insegnanti disoccupati, le classi strapiene a rischio sicurezza, ragazzi diversamente abili senza sostegno, orario scolastico ridotto…lo sapevo che la Gelmini mi avrebbe delusa!

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martedì, 08 luglio 2008

Pregiudizievolmente Carfagna

Della ministra per le Pari Opportunità Mara Carfagna ho volutamente evitato di parlare finora, sentendomi in bilico tra due posizioni contrapposte. Se da una parte, per solidarietà femminile, rifuggo da qualsiasi pettegolezzo gossiparo che la vorrebbe nominata in quanto pupilla del Gran Capo, dall’altra, per appartenenza politica, non posso che prendere la distanza da certe prese di posizione della giovane ministra, in ordine a varie tematiche sociali.

Non posso che restare sconcertata di fronte alla bassezza e volgarità di certe accuse. L’ avere un passato da velina e l’aver posato per un calendario non sono di per sé fatti pregiudizievoli rispetto alla nomina ottenuta; lo sarebbe, invece, una eventuale raccomandazione avuta in virtù di quelle grazie! In mancanza di prove certe e inconfutabili, inutile gettare fango sulla persona perché il dubbio, inevitabilmente, si insinua tra le pieghe del pensiero…non è che noi italiani sbandieriamo concettualmente una grande apertura mentale per poi, de facto, mantenere inalterato il nostro bigottismo conservatore?

La Carfagna è donna, per di più bella e giovane. Anche se si nasconde dentro vestiti austeri ed ha sacrificato alla Ragion di Stato la lunga e folta capigliatura, è indubbiamente una donna dal forte sex appeal. Questo non giova in politica, diventa quasi un impedimento perché inevitabilmente rispunta il vecchio paradigma “donna bella e senza cervello, buona solo per il letto”. Eh sì, gratta gratta e appena sotto la superficie riappare il gretto provincialismo di una nazione che si nutre di pettegolezzi e maldicenze!

Il problema è che la politica è da sempre territorio maschile e che mal si digerisce l’intrusione femminile…ancora oggi e nonostante le quote rosa è difficile sfondare il muro della diffidenza ed essere apprezzate per i propri meriti piuttosto che per una generosa scollatura o un paio di gambe accavallate in maniera sexi. D’altra parte, gli insulti ricevuti da chi si impegna politicamente vanno ben oltre il normale senso della decenza e diventano apprezzamenti sessuali irriferibili e tendenzialmente lesivi della reputazione della donna di turno.

 

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giovedì, 03 luglio 2008

Prendi le mie impronte

 Sono laceri, sporchi, scarmigliati. Girano in gruppetti fastidiosi. Tendono una mano per l’elemosina e con l’altra frugano nella tua borsa. Hanno occhietti vispi, pronti a fregarti se abbassi la guardia. Sono i zingarelli che girano per Roma o nelle altre grandi città. Li trovi ovunque, nella metro, davanti alle chiese, mentre sei ai bar o al ristorante. Il più delle volte, nelle vicinanze, vi sono le donne con al collo i bambini più piccoli e quelli appena nati. Ti leggono la malasorte sulla mano se non le paghi bene, ti lanciano maledizioni e, se non stai più che attenta, rubano i tuoi bambini!

 

Ecco, l’ho fatto. Ho messo giù le mie paure e le mie riserve mentali verso i rom, infarcendoli di luoghi comuni, stereotipi, credenze. Ed è quello che facciamo un po’ tutti no? È così che nasce la paura, il sospetto, l’intolleranza…alimentando le paure individuali, fomentando l’angoscia collettiva, aizzando gli uni contro gli altri. Non voglio minimizzare niente. Sono la prima a guardarmi dai rom, in una sorta di vivi e lascia vivere ipocrita, tuttavia credo inopportuno e pretestuoso il provvedimento che Maroni intende perseguire.

 

Così, ministro Maroni, se procederai schedando i bambini rom  attraverso il rilievo delle impronte digitali, ebbene prendi anche le mie, privami di una parte della mia identità…che non si dica che gli italiani sono stati tutti zitti, chiusi nella propria omertà di bravi cittadini. Io dissento. Non posso credere che, se da una parte si garantisce l’immunità ai parlamentari, dall’altra si criminalizzi una razza intera tanto da dover ricorrere alla schedatura sin dai primi vagiti di ogni suo singolo figlio!

 

Di contro ritengo che un censimento vada fatto perché è giusto che si sappia chi vive sul nostro territorio e perché si possa garantire ai piccoli rom la frequenza scolastica che li sottrae alla strada e offre loro un’istruzione. Non ho però sentito parlare di politiche sociali a sostegno dei rom, non ho udito nessuno parlare di rendere migliori gli spazi adibiti ai nomadi, non ho ascoltato altro che chiacchiere e chiacchiere, parole al vento che non offrono sostegno e solidarietà, ma accusano, demonizzano, incriminano.

 

E allora, ministro Maroni, prendi ANCHE le mie impronte…che non si dica che c’ero e sono stata zitta!

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mercoledì, 02 luglio 2008

La mattanza

La “cura del cavallo” la definisce la ministra della Pubblica Istruzione Maria Grazia Gelmini. Io preferisco definirla la “MATTANZA”! Sto parlando del piano di riorganizzazione della scuola messo a punto dal governo nel decreto legge 112/2008, meglio noto come «manovra d'estate».

Questi i numeri presentati nella manovra finanziaria:  una riduzione di 70mila cattedre e 40mila posti di personale Ata (amministrativo, tecnico, ausiliario), tagli che si aggiungono ai 47mila già previsti dalla manovra del Governo Prodi. Le proiezioni nell’immediato futuro? Questa raffica di tagli alla scuola porterà in quattro anni alla scomparsa di 130mila posti di lavoro entro il 2012.. Insomma, se Fioroni ha usato la tecnica del cacciavite, la Gelmini ha direttamente scelto la mannaia per amministrare la scuola pubblica.  

 

Per la Gelmini, “la scuola è prima di tutto un servizio, di cui dobbiamo abituarci a misurare i costi, i benefici, la qualità, il grado di soddisfazione degli utenti e di coloro che vi lavorano”. Intanto vorrei ricordare alla ministra che l’istruzione è un diritto fondamentale e universale, inalienabile. Non è solo un servizio all’utenza perché il patrimonio umano con cui ci si confronta è inestimabile e dal modo in cui investiremo sul suo continuo potenziamento dipenderanno le sorti della nostra nazione e del mondo intero. Come si può pensare che tagliare le risorse possa garantire un sistema scolastico più efficace ed efficiente, che dia risultati migliori e formi cittadini pronti ad affrontare un futuro incerto e mutevole?

 

I tagli maggiori li subirà la scuola primaria, proprio quella per cui il Presidente Napolitano ha avuto parole di elogio recentemente. D’altra parte che la scuola primaria sia uno dei punti di forza dell’istruzione italiana lo confermano anche i test Ocse-Pisa: il nostro modello di scuola avvalendosi di più tipologie di maestri ed attività, svolte in molti casi nel tempo pieno, raggiunge da anni risultati altissimi.

Ma, a quanto pare, questo è “rimbalzato” alla Gelmini, più attenta a far quadrare i conti che alla vera qualità formativa della scuola.

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martedì, 01 luglio 2008

Povera scuola pubblica!

Non hanno un cazzo da fare queste parlamentari e cianciano del nulla per darsi un tono ed una importanza che non hanno. Ora, con tutti i problemi che gravano sulla scuola, con la scure della finanziaria che, una volta di più, si è abbattuta sugli organici, con il precari liquidati come un problema irrisolvibile, con l’aumento fino a 33 di alunni per classe, con i tagli alle risorse che si annunciano drastici e definitivi…beh, con quello che sta succedendo…ecco che appare l’illuminata di turno, certa Gabriella Giammanco, trentunenne parlamentare del Popolo delle Libertà, che siede tra i banchi della commissione cultura a Montecitorio!

 

La giovane pulzella, ignara che la scuola ha fatto un suo percorso di crescita negli anni, rivendica la necessità di tornare al vecchio, caro grembiulino. Eh già, tutti in uniforme, irrigiditi prematuramente in un ruolo, tutti uguali e magari non pensanti…che a quello ci pensano già le tv berlusconiane con i palinsesti studiati per ridurre in pappa il cervello!

 

Cioè, voglio dire…il grembiule di centenaria memoria, quello che indossavo io da ragazzina… magari con il fiocco azzurro e rosa a distinguere ben bene i maschi dalle femmine…magari poi faremo classi di soli maschi e classi di sole femmine…potremmo anche tornare ai nastri tricolori, ai premi e alla bella copia…si potrebbe tornare ai banchi di legno, al pennino intinto nell’inchiostro, alla scuola nello stile di De Amicis.

 

E non mi si venga a dire che il grembiule è necessario…ho sentito tutte le cazzate in merito e, come insegnante, dissento: i bambini ed i ragazzi non lo amano affatto, non impedisce che ci si sporchi, non “copre” le differenze di vestiario…eh già, esistono sia grembiuli comprati sulle bancarelle dei mercati, sia quelli “ereditati” da fratelli o sorelle più grandi, sia quelli con la griffe bene in mostra…a sancire le differenze!

 

Il problema è che la ministra Gelmini ha subito caldeggiato la proposta…come dire…povera scuola pubblica in mano ai conservatori più beceri!

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giovedì, 26 giugno 2008

Social card

Per effetto del protocollo welfare siglato dal precedente governo di sinistra, i pensionati riceveranno un aumento quando andranno a riscuotere la pensione.  gli aumenti previsti riguardano i pensionati che hanno almeno 64 anni e un reddito complessivo personale inferiore a 654 e 684 euro al mese: l'assegno, in rapporto ai contributi, versati varierà dai 336 ai 504 euro. Si tratta di 3.400.000 pensionati secondo i calcoli elaborati a Novembre 2007. Ma non se ne parla. Tutto tace perché il fiato alle trombe è riservato per la “social card” berlusconiana.

 

Non voglio dire che non sia un buon provvedimento (anche se ricorda vistosamente la tessera annonaria fascista!) visto che ogni entrata aggiuntiva permette ai pensionati una migliore qualità della vita, quanto piuttosto sottolineare l’estemporaneità di certe manovre a scapito di interventi strutturali più mirati.

 

Che cosa è la social card? È una carta prepagata che sarà consegnata alla Posta quando si ritirerà l'assegno della pensione e avrà un valore di 400 euro l'anno. Si potrà usare per ottenere sconti sui prodotti alimentari (il 10% sulla spesa) e sulla bolletta della luce per la quale lo sconto sarà del 20% sulla tariffa elettrica sociale assegnata d'ufficio.

 

Chi riceverà la card? Circa un milione e duecento pensionati, a fronte di un esercito di circa otto milioni di anziani che ricevono una pensione che arriva a malapena a 750 euro (l’80% non arriva nemmeno ai 500 euro ). Insomma un numero poco più superiore al 10% della popolazione avente diritto!

 

Allora, io mi chiedo, dove è la promozione del diritto sociale? Per le persone in difficoltà, prima di tutto gli anziani,  sono necessari i servizi. Ma la mannaia si è abbattuta in primo luogo ( e ancora una volta!) sui fondi agli enti locali. C’è da chiedersi, pertanto,  se i 400 euro l’anno copriranno gli aumenti che a livello locale saranno approvati per far fronte ai tagli e se, soprattutto, permetteranno una maggiore tranquillità alle persone alle prese con il carovita!

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giovedì, 19 giugno 2008

Due pesi e due misure

Ho bisogno di capire. Insomma, sento cianciare da mesi della necessità di maggiore sicurezza. In nome di questa ho ascoltato cittadini qualunque e anche politici esaltarsi per le ronde cittadine: annichilita ho assistito, in diretta tv, all’assalto dei campi rom e ho appreso delle leggi antirazziali proposte per debellare la criminalità “zingara”; ho udito il premier prima affermare che la clandestinità deve essere considerata reato, poi ritrattare ed assumere una linea più morbida e poi tornare di nuovo alla carica…come se il male di questa nostra povera Italia fossero solo i clandestini!

 

Poi, un giorno, le chiacchiere cambiano. Basta con le intercettazioni si proclama con toni drastici. Ed io mi dico…beh, la tutela della privacy…poi mi rispondo…capirai, la privacy: gli impianti satellitari e la telefonia mobile, internet…tutto è sotto controllo, anche le nostre menti a quanto pare, vista la continua manipolazione ad opera dei media.

 

Dunque, secondo il disegno di legge (o è un decreto legge…le solite gaffes berlusconiane!) l’uso delle intercettazioni telefoniche è possibile solo per reati che abbiano il massimo della pena dai dieci anni in su. Questo significa che per gli omicidi, i sequestri di persona, il riciclaggio, la corruzione dei pubblici ufficiali, la criminalità economica, l'usura, l'estorsione e la pedofilia si dovrà rinunciare a uno “strumento di indagine che spesso è l'unico praticabile!

 

Allora, qua devo capire…perché la legge dei due pesi e delle due misure non mi sta bene! Una persona che arriva nel nostro paese su un barcone, spinto dalla disperazione e dal bisogno, è reo di clandestinità appena mette piede sul suolo italiano e un delinquente che si diletti in scippi, rapine, omicidi colposi ha un’immunità acquisita grazie a questo giro di vite governativo? Roba da non credere!

 

Ma c’è di più, in questo paese della cuccagna che sta diventando l’Italia! Approvata, ieri, la norma che interrompe i processi per i reati non gravi, commessi sino al 2002. Sarà un caso che l’unico presunto reato per il quale Berlusconi è ancora sotto processo, il famigerato caso Mills ricada proprio nei termini sopra citati?

http://vignettebc.blogspot.com/

 

Insomma, per la serie Il lupo perde il pelo, ma non il vizio”, ecco tornare la stagione delle leggi ad personam!

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categorie: politica, informazione, berlusconi, societĂ 
mercoledì, 28 maggio 2008

Senza divisioni

"Se voi avete il diritto di dividere il mondo

in italiani e stranieri

allora io reclamo il diritto di dividere il mondo

 in diseredati e oppressi da un lato,

privilegiati e oppressori dall’altro.


Gli uni sono la mia patria,

gli altri i miei stranieri"

don Lorenzo Milani

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domenica, 25 maggio 2008

Via Almirante

Io la sento la puzza del fascismo in giro. E' nauseante, ripugnante. Odore putrido di decomposizione, fetido ritorno di un passato che si pensava sepolto da tempo. E invece no, in piena operazione revisionistica, si aprono gli impolverati ed antichi sepolcri  e si pensa addirittura di intitolare alla memoria di Giorgio Almirante una strada di Roma.

Proposta di Storace (ahimé, Storace!), subito avvallata dal neoeletto Alemanno. Allora, aspettando la cerimonia di intitolazione, lascio un paio di citazioni che ricordino quale profondità di pensiero abbia guidato e sostenuto l’azione politica di Almirante

 il razzismo è il più vasto e coraggioso riconoscimento di sé che l'Italia abbia mai tentato. Chi teme ancor oggi che si tratti di un'imitazione straniera non si accorge di ragionare per assurdo: perché è veramente assurdo sospettare che il movimento inteso a dare agli italiani una coscienza di razza […] possa servire ad un asservimento ad una potenza straniera (Giorgio Almirante,1938)

 Noi vogliamo essere, e ci vantiamo di essere, cattolici e buoni cattolici. Ma la nostra intransigenza non tollera confusioni di sorta […] Nel nostro operare di italiani, di cittadini, di combattenti – nel nostro credere, obbedire, combattere – noi siamo esclusivamente e gelosamente fascisti. Esclusivamente e gelosamente fascisti noi siamo nella teoria e nella pratica del razzismo (Giorgio Almirante,1942)

Capisco che un governo di destra che digrigna i denti e mostra i muscoli possa compiacersi di un simile personaggio. D’altra parte, in Italia si stanno innestando  meccanismi in un certo senso analoghi a quelli che favorirono l'ascesa del fascismo negli anni Venti Tre gli elementi chiave: "il controllo autoritario dei meccanismi di formazione dell'opinione pubblica; la militarizzazione delle relazioni tra gli Stati nel quadro di una politica estera aggressiva; il ricorso, da parte delle autorità di governo, a pratiche e ideologie di stampo razzista”.

Aggiungo, copia/incollato dal blog del Russo questo manifesto affisso sui muri di Milano e...

il commento dell'ANPI:

I muri di Milano sono tappezzati di manifesti firmati Alleanza Nazionale con la faccia di Giorgio Almirante. "Un grande italiano. Un esempio da seguire", si legge, con riferimento al ventesimo anniversario della morte del fondatore del MSI, e a una messa che sarà celebrata in una chiesa del centro cittadino.
La sezione milanese dell'ANED ha espresso la più sdegnata condanna di questo manifesto. "Giorgio Almirante fece parte per 5 anni, dal primo all'ultimo numero, della redazione della rivista fascista La difesa della razza, principale veicolo nel nostro paese di quella politica razzista che sfociò tra il '43 e il '45 nella deportazione e nello sterminio di migliaia di uomini, donne e bambini ebrei. E fu altissimo esponente della RSI, arrivando a firmare il famoso manifesto in cui si prometteva la "fucilazione nella schiena" degli "sbandati ed appartenenti a bande" che non si fossero piegati alla leva della repubblica di Mussolini, al soldo dell'alleato nazista.
"Il manifesto milanese ci parla della cultura politica di forze che oggi occupano altissime cariche istituzionali. Le lacrime di fronte al museo Yad Vashem di Gerusalemme sono archiviate; le critiche al fascismo, come "male assoluto", pure: oggi è cambiato il vento, e AN rivendica con orgoglio una storia fatta anche di disonore.
"I superstiti dei lager e i familiari dei Caduti esprimono la loro protesta per una iniziativa che riporta indietro di decenni il dibattito politico nel nostro paese."

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venerdì, 16 maggio 2008

Dalla parte giusta!

Ma che sta succedendo a tutti noi? Dove è la solidarietà sociale, l'impegno verso l'altro, il riconoscimento del diverso...dove è finita la nostra pietas?

M sento sempre più fortunata. Sono nata nella parte giusta del nostro pianeta, nel Paese giusto e nella famiglia giusta. Potevo capitare in un campo room ed oggi sarei costretta a scappare davanti alla sete di vendetta e rivendicazione razziale crescenti...potevo essere nata in un paese dell'Est, acquistata come merce da un qualsiasi furfante e sbattuta su un marciapiede...oppure venire dalle Filippine...in questo caso sarei stata apprezzata come colf o donna delle pulizie o come badante..potevo essere scappata dai paesi in guerra ed essere guardata con diffidenza per la mia pelle scura...mi poteva capitare di essere parte di quell'umanità disprezzata, nascosta, clandestina che affolla le nostre città.

In qesto caso, come sarebbe stata la mia vita? Invisibile agli occhi dei più, sfruttata come manodopera a buon mercato, schiava in un paese ostile..vivrei nel degrado e nella miseria, senza possibilità di vedere riconosciuto alcun mio diritto...senza il rispetto che si deve a ciascun essere umano, defraudata della mia dignità di persona. Non voglio continuare oltre e, riconosco sin da ora, che effettivamente la crescente immigrazione ha reso invivibile quartieri interi, tanto che gli stessi abitanti si sentono "assediati" da questa umanità straniera, tuttavia credo si stia davvero esagerando, esasperando gli animi ed incitando al razzismo più becero.

Non a caso questo sta succedendo con il governo di destra. Lo ritengo responsabile di questo clima di caccia alle streghe, di questa ondata di intolleranza, di questa intransigenza che non lascia spazio ai valori dell'accoglienza e della cittadinanza universale. Ma trovo ugualmente colpevole il "governo ombra" che appoggia, cerca larghe intese, accondiscende, sottoscrivendo con il proprio silenzio colpevole una situazione sociale che trovo allarmante...e mi chiedo...dopo i Rom, gli extracomunitari e gli stranieri, l'ondata di sdegno furioso e le ritorsioni mascherate da guerre sante riguarderanno anche i disabili, gli omosessuali ed infine i comunisti? No, perché mi sa tanto di deja vue!

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venerdì, 09 maggio 2008

Me rode...oh, quanto me rode!

Lo devo ammettere. Me rode da matti. La nuova squadra di governo ha firmato il suo impegno verso la Repubblica ed io ho sussultato ogni volta che qualcuno dei signori presenti impugnava la penna per sottoscrivere la sua adesione al governo Berlusconi.

Anche se non apprezzo molti degli onorevoli facenti parte del nuovo Gabinetto, tanto che tirerei lo sciacquone con grande perfidia sperando che anneghino tutti...sospendo ogni tipo di giudizio aspettando gli eventi. Non voglio sottolineare quanto sia esigua la rappresentanza femminile, non voglio sbeffeggiare la Carfagna per il suo passato di soubrette, non voglio nemmeno pensare a Bossi e Calderoli con le mani in pasta,  non voglio dare spazio alla critica senza costrutto...aspetto...però me rode!

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mercoledì, 07 maggio 2008

L'amaro boccone

E non va giù, proprio non vuole saperne di essere ingoiato. Parlo di quel rospaccio nero che mi è rimasto nell'esofago, incastrato di traverso, un po' più su dello stomaco...non vuole saperne di essere digerito e metabolizzato ...parlo della bruciante vittoria di Alemanno a Roma, dopo la devastante resa dell'Italia alla destra berlusconiana...parlo della Sinistra, cancellata  dal panorama politico italiano dagli stessi compagni...perché., inevitabilmente, se non sei nelle istituzioni non vali un cazzo...non hai modo di prendere decisioni, di incidere sulla vita del Paese...ah, ma noi ci siamo stati ed è stato un grande burdel, un casino che più casino non si può...l'immagine di una Sinistra litigiosa e inconcludente si è radicata nella testa degli italiani grazie ANCHE (lo metto in maiuscolo per chi, leggendo i miei post, si attacca ad una singola espressione per bacchettarmi!) alle campagne mediatiche abilmente ordite da chi ha in mano e manipola, grazie alle televisioni, l'opinione pubblica.

E' un amaro boccone. Già si vedono gli effetti a breve termine. Ancora i nuovi inquilini non sono al governo e già circola l'idea che la sicurezza in Italia si debba affidare a bande di cittadini qualunque che, su base volontaria, pattuglieranno le nostre città,  vigileranno sulla nostra incolumità e assicureranno il giusto benessere a tutti noi. Eh sì, perché a vedere certi tg questi angeli della strada soccorrono le persone in difficoltà, assistono barboni e drogati, aiutano i vecchietti ed i bambini, vigilano sulle donne...per carità, non voglio dire che non lo facciano...solo che mi chiedo...chi darà loro la preparazione necessaria per affrontare i mille pericoli che si celano nelle nostre città...e ancora, come e con cosa fronteggeranno l'emergenza. Allora, non vorrei che, dopo aver fatto passare l'idea positiva delle ronde, qualcuno, dall'alto, cominci a farneticare di armarle queste ronde. Mi passano per la mente immagini di uomini con la camicia nera, armati di manganelli e olio di ricino...aò, io so' preoccupata!

Il problema sicurezza non va affrontato in questo modo estemporaneo. Molto più serio sarebbe, a mio avviso,  ampliare gli organici delle forze di polizia, aumentando anche gli stipendi...in un paese civile la sicurezza pubblica non può essere affidata a chiunque...troppo arbitraria è la composizione di questi gruppi da renderli pericolosi e ingestibili.

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categorie: politica, riflessioni, informazione