Samie

La nostra vita comincia a finire il giorno che diventiamo silenziosi sulle cose che contano. M.L. King
mercoledì, 28 maggio 2008

Senza divisioni

"Se voi avete il diritto di dividere il mondo

in italiani e stranieri

allora io reclamo il diritto di dividere il mondo

 in diseredati e oppressi da un lato,

privilegiati e oppressori dall’altro.


Gli uni sono la mia patria,

gli altri i miei stranieri"

don Lorenzo Milani

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categorie: politica, riflessioni, informazione, società, xenofobia, la strada del dialogo
venerdì, 16 maggio 2008

Dalla parte giusta!

Ma che sta succedendo a tutti noi? Dove è la solidarietà sociale, l'impegno verso l'altro, il riconoscimento del diverso...dove è finita la nostra pietas?

M sento sempre più fortunata. Sono nata nella parte giusta del nostro pianeta, nel Paese giusto e nella famiglia giusta. Potevo capitare in un campo room ed oggi sarei costretta a scappare davanti alla sete di vendetta e rivendicazione razziale crescenti...potevo essere nata in un paese dell'Est, acquistata come merce da un qualsiasi furfante e sbattuta su un marciapiede...oppure venire dalle Filippine...in questo caso sarei stata apprezzata come colf o donna delle pulizie o come badante..potevo essere scappata dai paesi in guerra ed essere guardata con diffidenza per la mia pelle scura...mi poteva capitare di essere parte di quell'umanità disprezzata, nascosta, clandestina che affolla le nostre città.

In qesto caso, come sarebbe stata la mia vita? Invisibile agli occhi dei più, sfruttata come manodopera a buon mercato, schiava in un paese ostile..vivrei nel degrado e nella miseria, senza possibilità di vedere riconosciuto alcun mio diritto...senza il rispetto che si deve a ciascun essere umano, defraudata della mia dignità di persona. Non voglio continuare oltre e, riconosco sin da ora, che effettivamente la crescente immigrazione ha reso invivibile quartieri interi, tanto che gli stessi abitanti si sentono "assediati" da questa umanità straniera, tuttavia credo si stia davvero esagerando, esasperando gli animi ed incitando al razzismo più becero.

Non a caso questo sta succedendo con il governo di destra. Lo ritengo responsabile di questo clima di caccia alle streghe, di questa ondata di intolleranza, di questa intransigenza che non lascia spazio ai valori dell'accoglienza e della cittadinanza universale. Ma trovo ugualmente colpevole il "governo ombra" che appoggia, cerca larghe intese, accondiscende, sottoscrivendo con il proprio silenzio colpevole una situazione sociale che trovo allarmante...e mi chiedo...dopo i Rom, gli extracomunitari e gli stranieri, l'ondata di sdegno furioso e le ritorsioni mascherate da guerre sante riguarderanno anche i disabili, gli omosessuali ed infine i comunisti? No, perché mi sa tanto di deja vue!

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categorie: politica, riflessioni, informazione, società, xenofobia
mercoledì, 07 maggio 2008

L'amaro boccone

E non va giù, proprio non vuole saperne di essere ingoiato. Parlo di quel rospaccio nero che mi è rimasto nell'esofago, incastrato di traverso, un po' più su dello stomaco...non vuole saperne di essere digerito e metabolizzato ...parlo della bruciante vittoria di Alemanno a Roma, dopo la devastante resa dell'Italia alla destra berlusconiana...parlo della Sinistra, cancellata  dal panorama politico italiano dagli stessi compagni...perché., inevitabilmente, se non sei nelle istituzioni non vali un cazzo...non hai modo di prendere decisioni, di incidere sulla vita del Paese...ah, ma noi ci siamo stati ed è stato un grande burdel, un casino che più casino non si può...l'immagine di una Sinistra litigiosa e inconcludente si è radicata nella testa degli italiani grazie ANCHE (lo metto in maiuscolo per chi, leggendo i miei post, si attacca ad una singola espressione per bacchettarmi!) alle campagne mediatiche abilmente ordite da chi ha in mano e manipola, grazie alle televisioni, l'opinione pubblica.

E' un amaro boccone. Già si vedono gli effetti a breve termine. Ancora i nuovi inquilini non sono al governo e già circola l'idea che la sicurezza in Italia si debba affidare a bande di cittadini qualunque che, su base volontaria, pattuglieranno le nostre città,  vigileranno sulla nostra incolumità e assicureranno il giusto benessere a tutti noi. Eh sì, perché a vedere certi tg questi angeli della strada soccorrono le persone in difficoltà, assistono barboni e drogati, aiutano i vecchietti ed i bambini, vigilano sulle donne...per carità, non voglio dire che non lo facciano...solo che mi chiedo...chi darà loro la preparazione necessaria per affrontare i mille pericoli che si celano nelle nostre città...e ancora, come e con cosa fronteggeranno l'emergenza. Allora, non vorrei che, dopo aver fatto passare l'idea positiva delle ronde, qualcuno, dall'alto, cominci a farneticare di armarle queste ronde. Mi passano per la mente immagini di uomini con la camicia nera, armati di manganelli e olio di ricino...aò, io so' preoccupata!

Il problema sicurezza non va affrontato in questo modo estemporaneo. Molto più serio sarebbe, a mio avviso,  ampliare gli organici delle forze di polizia, aumentando anche gli stipendi...in un paese civile la sicurezza pubblica non può essere affidata a chiunque...troppo arbitraria è la composizione di questi gruppi da renderli pericolosi e ingestibili.

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categorie: politica, riflessioni, informazione
lunedì, 31 dicembre 2007

Discorso di fine anno

Se lo può fare Romano Prodi, posso farlo anche io. Un bel discorso di fine anno, con tanto di sorrisini ammiccanti, con una sfrontata e personalissima visione dei fatti, con l'aria sorniona di chi vi dice una balla gigantesca e si aspetta che voi ingoiate oltre all'esca anche l'amo, così vistosamente luccicante e insidioso!

Io mi chiedo...ma questo sant'uomo sa quanto siamo incazzati noi italiani? Ma, soprattutto, sa quanto ci sentiamo defraudati e delusi noi di sinistra? Ci siamo illusi che questo governo potesse essere dirompente ed innovativo, che recidesse il legame con la passata legislatura, che varasse riforme e prendesse provvedimenti a tutela del cittadino, raddrizzando le sorti del Paese e restituendo a ciascuno la fiducia in un domani migliore.

Mi pare tuttavia che se l'oggi è quello che è, il domani ancora non si intraveda...e non so, a questo punto, se sia proprio un male visto che, nel prossimo futuro, ci aspettano stangate tra capo e collo...che ci faranno rimpiangere l'attuale situazione.

Per molto tempo ho pensato che la situazione non fosse così nera come la si dipingeva. In fin dei conti, i ristoranti sono sempre pieni, così i centro commerciali, i cinema e i teatri, i villaggi vacanze, i negozi di lusso...quindi, ho pensato...mah, frutto di una propaganda avversaria che getta legna verde sul fuoco per alzare una bella cortina fumogena che avvolga tutto in un grigiore devastante...poi, ho dovuto ricredermi!

Se alcuni si comportano ancora da cicale, ci sono molte famiglie che hanno adottato la filosofia della formica ed altre ancora che non possono concedersi nemmeno questo lusso perché non hanno nulla da accantonare...anzi, non hanno proprio nulla e sopravvivono come possono. Quando in televisione passano certe immagini, di degrado e miseria mi chiedo...ma è mai possibile che ci siano persone così indigenti da dover vivere in maniera così poco dignitosa? E poi...cosa fa lo Stato per loro? E ancora...quando è che si diventa così trasparenti da diventare invisibili?

Ma il domani si preannuncia ancora più insidioso. Strette di mano, pacche sulle spalle, larghe intese di facciata e accordi sotterranei tra il leader del PD e quello del PdL...e, come ci ha ricordato Marco Travaglio ieri sera nella trasmissione Che tempo che fa, questa santa alleanza non dovrebbe farci dimenticare che, fino a poche settimane fa, Berlusconi dichiarava di aver "comprato" dei senatori per far cadere il governo e che, qualche mese prima, sputava fiamme e fuoco contro il nuovo soggetto politico...cosa è cambiato nel frattempo? Quale è stato l'agnello sacrificale immolato per l'occasione?

Non voglio addentrarmi in una insidiosa analisi politica. Voglio solo esprimere un desiderio per l'anno nuovo. Vorrei che fossero abolite tutte quelle forme di lavoro che rasentano lo sfruttamento della manodopera, tutte quelle forme di "flessibilità" che conducono il lavoratore ad accettare dei contratti "capestro"...sì, sì...ho letto le modifiche al welfare...non mi convincono del tutto, ma meglio di un calcio in bocca lo sono, però bisogna fare molto di più per garantire un futuro ai nostri giovani ed un lavoro dignitoso a chi è disoccupato,pur essendo un over!

Un ultima speranza...che il 2008 sia l'anno della sicurezza sul lavoro. Non se ne può più di quella lista lugubre di morti che tende ad allungarsi. Non è possibile che, nonostante le leggi sulla prevenzione degli infortuni e degli incidenti sul lavoro, ci siano datori di lavoro che baipassano ogni elementare precauzione e le norme di salvaguardia dell'incolumità degli operai, per negligenza, ignoranza o per innalzare i profitti. Io li manderei in galera e butterei la chiave...così imparano il valore di ogni singola vita umana!

Per me cosa voglio...la realizzazione dei miei sogni che ho già provveduto a trasformare in progetti concreti,la salute per me e i miei cari, la serenità...chiedo mica tanto! A tutti voi, un anno sereno e gioioso...che i vostri desideri possano concretizzarsi e diventare una felice 

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categorie: riflessioni
lunedì, 24 dicembre 2007

A tutti, Buon Natale!

Sotto l'albero, piccolo Gesù,

fammi ritrovare la speranza

di un mondo migliore

e la voglia

di ricominciare a lottare

per ottenerlo!

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categorie: riflessioni, pace
lunedì, 05 novembre 2007

Gli incantatori di serpenti

”La sicurezza del potere si fonda sull'insicurezza dei cittadini “

L. Sciascia

 

Mai capitato di avere un pensiero fastidioso e sfuggente che si agita nei meandri del cervello, un tormento ricorrente che appare e scompare repentinamente lasciandovi una insolita sensazione di disagio? È quello che capita a me da un po’ di tempo a questa parte…perché mi rendo conto sempre di più con quanta abilità e lungimiranza si sta costruendo, intorno a noi, una fitta ragnatela di menzogne e falsità volte a creare tensione e allarmismo sociale.

 

È indubbio che oggi, soprattutto nelle grandi città,  si viva all’insegna della precarietà e della instabilità, con la paura addosso ed un senso di profonda insicurezza. Ma, a sentire certi signori della politica, sembra che il territorio nazionale sia occupate da orde barbariche  che stanno facendo carne da macello della nostra povera e indifesa Italia.  Alimentano, con le loro analisi partigiane e faziose , un senso di inquietudine e malessere, accresciuto dai recenti cruenti fatti di cronaca. Eppure, ad una lettura diacronica dei fatti, appare come i crimini non siano affatto aumentati. Un’analisi comparativa esauriente e confortante a riguardo la trovate  sul blog “Guerrillaradio”. Dai dati numerici appare, con una chiarezza inconfutabile, quanto la percezione dei problemi possa essere amplificata a proprio piacimento, creando le premesse per manipolare le menti e le coscienze dell’opinione pubblica.

 

Ma chi è l’imbonitore, il “tele-incantatore di serpenti” che agisce nell’ombra? Chi è l’abile burattinaio, “signore delle scatole parlanti” che muove le fila? Chi è che sta tessendo questa astuta e vischiosa trama e a quale scopo?

 

Leggo le arroganti dichiarazioni di Berlusconi e rabbrividisco: “Come Paese dovevamo fare una moratoria nei confronti della Romania, come hanno fatto Spagna, Germania, Austria e Inghilterra che hanno chiuso le frontiere per due anni ai lavoratori provenienti da quel Paese. Se io fossi stato al governo, l'avrei fatta”. Eh già, penalizziamo un intero popolo per quattro delinquenti, erigiamo muri intorno al nostro Paese, costruiamo palizzate con il filo spinato elettrificato…così a ‘sti romeni gli passa la voglia di venire a lavorare da noi per due soldi. Già, forse gli sfugge al nostro expremier, che sono romene le molte badanti che accudiscono i nostri anziani, gli inservienti che lavorano negli ospedali e assistono gli infermi, i muratori che faticano nei cantieri edili, gli sciacquapiatti dei nostri ristoranti…e che, in virtù di questa forza lavoro e di una certa legge 30, molti di loro subiscono il ricatto dei datori di lavoro…quando non lavorano addirittura in nero…prova ne è il numero dei morti sul lavoro!

 

Gli fa da spalla l’intransigenza autoritaria di Fini:” "La xenofobia e il razzismo sono infezioni dello spirito, ma l'antidoto per combatterle e' una politica fatta di rigore, espulsioni, ordine, legalità ". Detta le condizioni per votare il pacchetto sicurezza. Nemmeno a dubitare che siano regole di una rigidità incredibile, con provvedimenti volti all’espulsione coatta di tutti coloro che non hanno un reddito.

 

Ed ancora più esplicito il fanatismo delirante di Calderoli:” Le ronde sono diventate e saranno l'unica forma possibile di legittima autodifesa per i cittadini. Ronde a cui io stesso garantirò la mia partecipazione".  Rincara poi la dose" In un Paese civile, non amministrato dagli amici degli zingari, dei terroristi, dei delinquenti e dei lazzaroni, i sopra citati zingari verrebbero immediatamente allontanati, metaforicamente parlando, a 'pedate nel sedere', dal patrio suolo”.

 

Sosteneva Sciascia “La sicurezza del potere si fonda sull’insicurezza dei cittadini”. Niente di più vero
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categorie: politica, riflessioni, politica interna, informazione, vergogna, xenofobia
sabato, 03 novembre 2007

IO NON CI STO

“ Occhio per occhio... e il mondo diventa cieco”. (Gandhi)

 

 

C'era una volta un ometto con i baffetti a spazzola. Aveva un vezzo: adorava le rappresaglie! Così, per ogni tedesco morto, 10 italiani venivano trucidati...a chi toccava toccava!

 

Ora pare che le rappresaglie stiano tornando di moda: la società italiana ha identificato un "nemico", qualcuno con cui prendersela, un colpevole su cui riversare il proprio odio razziale. Ora è il turno del popolo romeno...domani, l'intolleranza riguarderà qualcun altro...beh, io non ci sto!

 

Non ci sto alle generalizzazioni, alla giustizia faidate, al politico di turno che prende la palla al balzo per avere un ritorno di immagine amplificato. Non ci sto ai provvedimenti presi sull’onda dell’emotività del momento, alla caccia all’uomo, alle ronde vendicatrici armate di randelli e spranghe di ferro.

 

NON CI STO. Scritto a chiare lettere. NON CI STO…a questa politica del sospetto e della diffidenza, al dilagare del fanatismo delirante, alla legge del taglione che appaga momentaneamente il desiderio di vendetta…non ci sto perché i valori a cui ispiro la mia vita sono il rispetto e l’apertura verso l’altro, la solidarietà sociale e l’impegno civile. Non è facile mantenere, di questi tempi, la fede nell’uomo…eppure io ce l’ho ancora (e con me, molti altri blogger da quanto leggo in giro!), così come ho ancora la capacità di indignarmi e di prendere  posizione rispetto a questa sete di vendetta che sta attraversando il Paese.

 

 

mercoledì, 03 ottobre 2007

considerazioni spicciole ...

 

Tutti si lamentano, parlano di "diritti", ognuno fa il possibile per tirare l'acqua al proprio mulino.
Lasciando perdere la classe politica, la casta,  ogni italiano vorrebbe avere dei privilegi e fa di tutto per averli. Si parla di nepotismo, già, ma qual'è quel genitore che non tenta di "sistemare" i figli? o i parenti prossimi? magari nella società dove lavora ... anche scavalcando qualcun altro ... non amore per la famiglia, bensì familismo amorale.

... ecco ... forse la classe politica rappresenta esattamente e con le dovute eccezioni ... il popolo "imbecille", quello dei "favoritismi", "privilegi" ... delle strade secondarie ...

Voci ed idee nuove ci sono, per fortuna, dentro a questo Paese ... ci sono ma non hanno visibilità... non hanno spazi d'azione e sperimentazione ... oppure ce l'hanno flebile oppure caricaturizzata.

Certo ci vuole una dose di "attributi", tanta per non lasciarsi triturare dal sistema, se è vero che per cambiarlo occorre entrarci  è pur vero che una volta dentro occorre essere molto attenti a non lasciarsi macinare ... casi ed esempi non mancano.

Uscire dagli stereotipi di una certa ideologia che ha caratterizzato il '900 ... una formazione politica che ormai ha fatto il suo tempo ... la parabola è in discesa, occorre svecchiare e non solo in senso anagrafico, persone ed idee, ideologie e stereotipi, lasciare i "dogmi" che hanno fatto il loro tempo, comprendere che la storia cammina, è movimento e ciò che ieri era "base salda", oggi può non esserlo più.

Approfitto per salutare Samie, innanzitutto, e tutti ospiti di questa casa ... è un pò che non vengo a prendere il caffè!!!! Purtroppo non si può arrivare a tutto!!! Un abbraccio! Rumi

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categorie: riflessioni, politica interna, costume
venerdì, 14 settembre 2007

Grammatica, sintassi, tabelline, nomi dei fiumi!

Non so cosa stia succedendo, ma avverto, nella scuola,  un’aria di rigore estremo, un desiderio di inflessibilità e di severità di altri tempi, come se recuperare la disciplina e “incatenare” alunni e docenti con regole e norme restrittive, restituisse alle istituzioni scolastiche la dignità e il prestigio che hanno perso nel tempo.

 

L’intransigenza con cui Fioroni ha parlato ai media prospettando una scuola più attenta ai contenuti fa da contrasto con il libricino che le insegnanti hanno ricevuto all’inizio dell’anno scolastico. Nella lettera introduttiva  alle Nuove Indicazioni, il ministro sottolinea l’unicità e l’irripetibilità di ogni alunno/a, richiama il ruolo sinergico di scuola e famiglia nell’educazione dei ragazzi, specifica che la scuola istruisce ed educa nel contempo e che la sua azione formativa deve essere attuata in concorso con le altre agenzie educative del territorio di appartenenza.

 

Per assolvere al suo compito istituzionale la scuola deve fornire una base culturale solida perché le competenze acquisite, in un panorama complesso e in continuo mutamento come il nostro, diventano subito obsolete. Non sono d’accordo a riguardo. Esistono competenze che è necessario ognuno di noi acquisisca, soprattutto le nuove generazioni…l’apertura mentale verso il nuovo e l’insolito, la capacità di adattamento e trasformazione, la capacità di gestire la complessità, l’acquisizione di uno spirito critico e di un pensiero divergente, l’accettazione dell’altro e della sua diversità…è un indispensabile corredo per cavalcare l’onda tumultuosa del presente e avere una chance in più per affrontare l’incognita del futuro.

 

È assurdo puntare su una cultura salda perché, in realtà, è proprio il patrimonio di conoscenze che possediamo ad essere ingestibile. La mole di informazioni da cui ogni giorno siamo travolti ne è la prova. Chi di noi non ha  una strana sensazione di indeterminatezza e incompiutezza di fronte all’ardua prova di essere sempre e comunque aggiornati? Una visione d’insieme nitida e chiara non è possibile perché troppo grandioso è il disegno  per poterne scorgere le particolarità.

 

E comunque, uno sguardo al passato è d’obbligo per poter coltivare la memoria delle future generazioni. Ma anche in questi casi non è il contenuto nudo e crudo a garantirci il ricordo, ma l’approccio e il metodo che si adotta nel volgere lo sguardo verso i grandi eventi del passato. La cittadinanza e l’orgoglio patrio nascono così, ma non devono diventare muri dietro i quali si nasconde l’insidia dell’intolleranza e dell’odio. L’apertura verso il prossimo, l’accoglienza e la capacità di integrazione del diverso sono indispensabili perché, che ci piaccia o no, dobbiamo puntare in questa direzione, costruendo un mondo possibile e vivibile per tutti.

 

Ora, con tutto quello che bolle in pentola, capita che i dirigenti scolastici pensino che sia saggio “dare un giro di vite”…e quindi...giù con direttive restrittive. Forse hanno confuso il ruolo dirigenziale che hanno con la funzione di controllori e garanti dell’ordine pubblico…quindi, via telefonini, censura sull’abbigliamento, attenzione esagerata all’aspetto formale-burocratico…anche in questo caso sono contraria!

 

Irrigidirsi su posizioni di questo genere crea contrapposizione e limita la possibilità di dialogo. Forse è il caso di motivarli questi ragazzi, di accorciare le distanze avvicinandoci realmente al loro mondo…che è diverso dal nostro…è colore, allegria, musica, immagini, tecnologia…e noi, pretenziosi parrucconi che vogliamo spacciare loro la nostra polverosa cultura!

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categorie: riflessioni, scuola, insegnanti, informazione, società, pianeta scuola
sabato, 25 agosto 2007

Gli ambientalisti polacchi contro l'autostrada Varsavia-Helsinki.

proteste per l'autostrada nelle aree protette polaccheEcco una delle tante notizie censurate dai nostri media. Sembra che nei paesi dell'est oggi siano tutti felici e contenti di fare spazio al capitalismo rampante. Ovviamente non è così.
E' in costruzione la nuova Via Baltica che dovrebbe collegare Varsavia ed Helsinki, ma il tracciato dell’autostrada corre in mezzo ad aree protette di importanza comunitaria. Gli ambientalisti si oppongono alla sua costruzione. Ora i lavori sono sospesi ( a dire il vero lo sono dalla scorsa primavera) per consentire ad alcune specie di uccelli di nidificare e sarebbero dovuti riprendere in questi giorni. Lungo il corso del fiume Rospuda vivono 235 specie animali rare e il commissario per l’ambiente, Stavros Dimas, è stato categorico: “È una zona protetta. Fermate tutto e cambiate il percorso”. Ma come la pensano i polacchi? Come si schierano su questo problema? Gli abitanti del posto sono per la maggior parte (65%) favorevoli alla strada, mentre nel resto del Paese il 75% dei cittadini vorrebbe salvare le aree protette.
La Polonia, che s'è presa una denuncia d’urgenza alla Corte di Giustizia Europea, ha risposto che intende continuare i lavori e che , per tutta risposta, si rivolgerà alla Corte per protestare contro le ingerenze europee nei suoi affari interni. Barbara Hellferich, portavoce di Dimas, è preoccupata per il fatto di trovarsi davanti un caso di insubordinazione senza precedenti. La mia solidarietà va agli ambientalisti polacchi.

Fonti: Euronews  L’Ue blocca la strada del Baltico (La Stampa) Poland defies move to block road through protected forest  (The Times) Poland halts wetlands road plan (BBC)

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categorie: politica, riflessioni, ambiente, economia, appello, informazione, società, edicola, calamità, ingerenze
domenica, 19 agosto 2007

Osservato in Tivvù (prometto che non lo faccio più).

Capita di smanettare col telecomando quando la notte non porta sonno.
Incappo in un programma intitolato “Follia rotolante”, dedicato alla musica popolare.
Mi metto comodo comodo sul divano e apro ben benino occhi e orecchie, sapete com’è, appassionato come sono…
Conducono Davide Van De Sfroos e Terry Schiavo.
Primi dubbi: Van De Sfroos passa per un bravo cantautore folk, uno che ha rinnovato il repertorio popolare lombardo.
In realtà si limita a cantare in dialetto lumbard su basi musicali più o meno anglofone,  personalmente non mi piace, penso sia sopravvalutato e sia assurto agli onori delle cronache grazie ai suoi compari protettori legaioli (o leghisti che dir si voglia).
La co-conduttrice mi fa venire i brividi solo per via del nome: ma con tanti nomi d’arte proprio come quella povera, e purtroppo famosa, statunitense ridotta allo stato vegetativo ti dovevi chiamare?
(per chi non la ricordasse qui la sua storia: http://www.lettera22.it/showart.php?id=2600&rubrica=12 )
I brividi continuano osservando il look della suddetta, tipico aspetto da osservatrice di fenomeni folk: minishort su coscia kilometrica, camicetta con belvedere su tetta chirurgica e megaplastica facciale in evidente stato di grave decomposizione.
(A proposito, un altro link ad un bell’articolo di Lidia Ravera a proposito delle femminucce televisive:   http://www.megachip.info/modules.php?name=Sections&op=viewarticle&artid=4525  )
Fin qui tutto male ma andiamo avanti.
Musicalmente il programma non serve ad un picchio, si alternano brevi spezzoni di concerti di Van De Sfroos, di altri suoi amichetti padani altrettanto banalmente canterini, di qualche gruppazzo pizzicarolo del sud tanto per non far vedere che non siamo razzisti, il tutto condito da profonde disquisizioni sul concetto di musica popolare.
Profonde tanto quanto una dissertazione filosofica tra Valeria Marini e Alba Parietti.
Mi viene il dubbio che in realtà questo programma sia un contentino alla Lega Nord, visto che Rai Due, il canale da cui viene trasmesso, è diretto da tal Antonio Mar(r)ano, soldatino in quota Bossi.
I dubbi si dissipano all’ennesima perla: la scelta musicale finora è coerente con le intenzioni dei programmisti di “veicolare”, seppur in questo pessimo modo, la musica folk. Musica che al nord Italia assume un sapore vagamente celtico, non si sa bene se per tradizione o per posa padana. Sentir dire dal commentatore che dal Folk nasce il Country e che da questo nasca il Soul per poi presentare un paio di brani di un sedicente gruppo chiamato Distretto 51 mi ha fatto letteralmente sganasciare dalle risate.
Distretto 51, il gruppo di Roberto Maroni, il tastierista della Lega…

E questi vogliono fare lo sciopero fiscale?

Lo faccio io lo sciopero fiscale: perché continuare a pagare il canone, perché?

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categorie: cultura, riflessioni, televisione, costume, vergogna, tv , magna-magna
sabato, 11 agosto 2007

Mi consenta. I politici in tv

Ieri sera, complice la pioggia e le temperature scese in modo precipitoso, sono rimasta in casa e, facendo zapping da un canale all’altro, ho trovato un reportage su raitre che mi ha dato spunti di riflessione notevoli. L’inchiesta, che abbracciava un arco temporale di cinque decenni, ha tratteggiato la lenta metamorfosi dei leader politici: da appassionati oratori di piazza degli anni quaranta e cinquanta, capaci di infiammare con le loro parole un’intera piazza, ad animali televisivi, in cerca di un primo piano, di una ampia visibilità e di una cassa di risonanza ridondante.

 

L’arrivo della televisione ha creato una nuova scena pubblica, più spettacolare  e di facile presa. L’hanno detto in TV…ed era subito sacrosanta verità, autentica e indiscutibile. Così, da una democrazia dei partiti, fondata su forti organizzazioni di massa e sul consenso partecipato della piazza, si è scivolati, pian piano, ad una democrazia del pubblico che si regge sul leader, sulla visibilità mediatica e sui sondaggi. Insomma, bene o male…l’importante è che se ne parli!

 

Man mano che prendevano dimestichezza con le telecamere, i vari leader politici, inizialmente timidi e intimoriti dallo nuovo strumento, hanno capito di non poter lasciare al caso la loro apparizione in televisione. Alle varie tribune politiche ed elettorali giungevano con il loro bel copione studiato a memoria, pronti ad ogni evenienza. Il loro scopo era ancora quello di manipolare l’opinione pubblica, influenzandone il pensiero. Solo molto più tardi, si è arrivati a capire e sfruttare l’enorme potenziale seduttivo della tv. In questo campo, Berlusconi docet!

 

Ora, però…e questa è una mia riflessione personale, mi pare che si sia passati oltre. La Tv (e i media in generale) diventa lo strumento che veicola la provocazione…quella ironica della satira, quella gridata degli urli e degli insulti, quella delle immagini e delle dichiarazioni del leader di turno…con il balletto delle repliche…chi ad esprimere solidarietà, chi a prendere la giusta distanza! E' il potere del linguaggio televisivo che accomuna, crea vicinanza e appartenenza...provocatorio quanto ci pare, ma anche rivelatore di come vanno le cose...che per essere visibili ed ascoltati bisogna saper stupire, urlando quello che gli altri pensano, ma non osano esternare...poi c'è tempo per le ritrattazioni...intanto si è lanciato un nessaggio...qualcuno che lo raccolga ci sarà sempre!

 

Ed io mi chiedo…e noi, in questo baillame mediatico, dove siamo? È informazione quella che riceviamo oppure solo un’abile strategia per tirarci da una parte piuttosto che dall’altra? Personalmente mi sento strattonata, in balia del politicante di turno. Hai voglia ad esercitare il senso critico…la sensazione è quella di essere indotta a pensarla in un determinato modo piuttosto che in un altro…nessuna certezza granitica ed il dubbio che corrode ogni tentativo di prendere una posizione definitiva. Un’altalena continua nel tentativo di mettere ordine in un universo di informazioni forgiate ad arte per essere l’una più convincente e condivisibile dell’altra. È normale tutto questo?

 

 

Trasmissione La Grande Storia, Mi consenta. I politici e la tv, RaiTre ore 21:30

postato da: theobserver alle ore 10:04 | link | commenti (6) | commenti (6)
categorie: cultura, politica, riflessioni, televisione, politica interna, zapping, informazione, tv utile
lunedì, 30 luglio 2007

Caro Cosimo

 

questa era già un’ estate caliente ed ora la tua vicenda (spassosa per certi versi!) la renderà ancora più incandescente. In poco più di due mosse hai eclissato:

  •  i roghi che devastano larghi tratti del nostro territorio;
  • la pruriginosa curiosità dei media che frugano nella tragica vicenda di Rignano;
  • le discussioni interminabili su pensioni e welfare che contrappongono la sinistra radicale all’ala moderata del centrosinistra;
  • l’evento dell’anno…la gestazione difficile  e sofferta del PD 

 

Ormai ci sei solo tu…l’uomo dell’estate 2007...Cosimo Mele, non sapevo nemmeno  tu esistessi finora, ma ora mi sono ravveduta… uomo stimato, marito fedele, degno rappresentante del morigerato UDC, parlamentare della Repubblica…e che sarà mai se, una volta tanto, avrai voluto dare corpo a quella tua voglia di evasione. Una serotina allegra, fuori dagli schemi soliti, giusto per alleviare le fatiche di una giornata di lavoro…un’avventuretta una tantum, senza seguito…ma chi non sogna una notte di bagordi…lasciarsi andare…via i pensieri, via le preoccupazioni, via la quotidianità…ma quando si è sfigati, perseguitati dalla jella, può capitare che ti becchino e allora…

 

E allora…bisogna farsi avanti, ammettere le proprie colpe…a denti stretti perché sei l’unico così stronzo da essersi fatto beccare, sorridere alle domande impertinenti dei giornalisti, lasciare che rovistino in questa vicenda, sghignazzando alle tue spalle…poi ci vuole un grandioso gesto di responsabilità politica…le dimissioni sono la strada più onorevole. Tutti lo sanno che te le hanno imposte, che l’alternativa era un bel calcio agli zibidei prima di essere definitivamente defenestrato…e poi la famiglia…quella sì che sarà una brutta gatta da pelare. Una moglie incinta non è la più malleabile delle donne…prevedo guai seri in quella direzione!

 

Ma non preoccuparti...sarai un paio di settimane sulla cresta dell’onda, poi il tuo caso sarà oscurato da qualche altra notizia più ghiotta…ritornerai nell’anonimato e potrai continuare a goderti le gioie della famiglia e il generoso stipendio da parlamentare…mica vorrai rinunciarvi no?

postato da: theobserver alle ore 18:22 | link | commenti (6) | commenti (6)
categorie: politica, riflessioni, politica interna, informazione, vergogna, ironicamente
venerdì, 27 luglio 2007

Letture precarie.

Ero in aeroporto, c’era tempo per l’imbarco ed avevo già finito di leggere il libro che mi ero portato per il viaggio.
Avevo perso l’abitudine di comprare quotidiani, la frequenza giornaliera del web mi aveva aperto gli occhi sulla cosiddetta informazione ufficiale.
Nonostante ciò comprai una copia de “La Repubblica”, forse per una mozione quantitativa: tra numero di pagine ed inserti il tempo sarebbe scorso più in fretta.

Ed ebbi ragione.
Venni talmente sorpreso da quello che lessi che a