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E così c'è aria di bufera nella casa del popolo delle libertà! Il motivo del contendere? Berlusconi insiste perché nell'agenda politica di settembre prossimo sia inserito, in maniera prioritaria, la riforma sulla giustizia. Di parere contrario è la Lega che chiede il rispetto degli imnpegni presi come da calendario...il federalismo fiscale, il codice delle autonomie, la finanziaria, la riforma costituzionale. Per il 2008, secondo il ministro della Semplificazione Amministrativa Calderoli, il governo deve affrontare queste questioni procrastinando la riforma sulla giustizia.
Ma il nostro Silvio nazionale è "de coccio" e non molla. La giustizia, a suo dire, è una priorità nazionale, quindi sulla giustizia non farà passi indietro...anzi è più che mai determinato a riformare in via prioritaria l'ordinamento della magistratura in Italia, dopo anni di asserito accanimento giudiziario contro di lui. Ed è così convinto il premier che ha già pensato a chi affidare l'ingrata fatica e in quale direzione dovranno muoversi i "saggi" (anche di partito...perché no?) che dovranno occuparsene. Eh, Calderò...mettici 'na pezza!
Intanto, nei corridoi di Montecitorio gira sempre più insistentemente una voce...Berlusconi si cimenterà nella camminata sulle acque e tenterà di battere il record di permanenza su di esse del suo predecessore...un certo...oddio, mi sfugge il nome...ah, sì...Gesù di Nazareth!
Due diverse ricerche di Bankitalia passano ai raggi x la scuola italiana. La prima è dedicata ai divari territoriali di rendimento degli studenti, l'altra agli insegnanti la cui attuale condizione, secondo questo studio, influisce spesso negativamente sulla qualità del sistema educativo.
Per conto di chi? Niente meno che per il Ministero della Pubblica Istruzione, a sottolineare lo stretto connubio tra politica scolastica e politica economica. Alleanza, peraltro, rafforzata dalla nomina alla guida dell'INVALSI (Istituto Nazionale di Valutazione del Sistema di Istruzione e Formazione) di un economista come Piero Cipollone, proveniente dall'ufficio studi della Banca d'Italia.
Ora, qualcuno mi spieghi che cosa ha in comune Bankitalia che si occupa di politica monetaria e di informazioni prettamente finanziarie con la Scuola che si occupa di insegnamento, psicologia dell’età evolutiva, pedagogia, stili di apprendimento, didattica, valutazione… qualcuno mi spieghi come mai ne emerge una fotografia che rafforza l’immagine disastrosa che certa stampa ha provveduto ad alimentare…qualcuno mi spieghi perché nel momento in cui la nostra ministra lesina risorse economiche e umane alla scuola spunta fuori, con abile mossa di prestidigitazione, uno studio che scarica le colpe sugli insegnanti!
Così, se la scuola pubblica va male ed i risultati sono insoddisfacenti non è colpa dei tagli indiscriminati che, ad ogni finanziaria, si abbattono su di essa, ma di una classe docente vecchia, impreparata, con scarsa motivazione ed attaccamento al lavoro. Addirittura, la colpa della mancanza di qualità è attribuita a quei docenti che si spostano da una scuola all’altra, non garantendo un’adeguata continuità educativa e didattica.
Mio Dio, perdonali perché non sanno di cosa cianciano. Lo sanno i ricercatori di Bankitalia che gli insegnanti frustrati, demotivati e stanchi sono perlopiù precari annuali che militano nella scuola da 15-20 anni? Lo sanno che la mobilità forzata è dovuta al continuo taglio delle cattedre e dei posti di lavoro che spariscono inghiottiti dalla finanziaria di turno?
Non hanno dovuto mai alzarsi al’alba e fare i pendolari dell’istruzione da una regione all’altra, non hanno dovuto mai accettare un incarico in capo al mondo ringraziando la buona sorte per una cattedra anche incompleta, non hanno dovuto mai stabilirsi lontani da casa, sacrificando una parte dello stipendio per “formarsi”…eh già, perché questo non emerge dallo studio di Bankitalia..quanto investiamo, ogni anno, per aggiornarci, per stare al passo con i tempi…che se anche non volessimo farlo per pigrizia intellettuale, saremmo comunque costretti a farlo per poter comprendere ed affrontare quella umanità in continua evoluzione che sono i nostri allievi.
Personalmente, spendo talmente tanto per libri e corsi di formazione universitari, che mi sento offesa da una generalizzazione così pretestuosa, ma questo non mi esime dal porre sul tappeto una questione assai scottante. È mai possibile che il destino e l’immagine dei docenti debba essere, una volta di più, data in pasto all’opinione pubblica sulla base di una ricerca i cui committenti hanno a cuore più il contenimento della spesa pubblica che l’investimento sulla formazione e l’istruzione? Intanto…da settembre ci saranno 140000 insegnanti disoccupati, le classi strapiene a rischio sicurezza, ragazzi diversamente abili senza sostegno, orario scolastico ridotto…lo sapevo che la Gelmini mi avrebbe delusa!
La “cura del cavallo” la definisce la ministra della Pubblica Istruzione Maria Grazia Gelmini. Io preferisco definirla la “MATTANZA”! Sto parlando del piano di riorganizzazione della scuola messo a punto dal governo nel decreto legge 112/2008, meglio noto come «manovra d'estate».
Questi i numeri presentati nella manovra finanziaria: una riduzione di 70mila cattedre e 40mila posti di personale Ata (amministrativo, tecnico, ausiliario), tagli che si aggiungono ai 47mila già previsti dalla manovra del Governo Prodi. Le proiezioni nell’immediato futuro? Questa raffica di tagli alla scuola porterà in quattro anni alla scomparsa di 130mila posti di lavoro entro il 2012.. Insomma, se Fioroni ha usato la tecnica del cacciavite,
Per
I tagli maggiori li subirà la scuola primaria, proprio quella per cui il Presidente Napolitano ha avuto parole di elogio recentemente. D’altra parte che la scuola primaria sia uno dei punti di forza dell’istruzione italiana lo confermano anche i test Ocse-Pisa: il nostro modello di scuola avvalendosi di più tipologie di maestri ed attività, svolte in molti casi nel tempo pieno, raggiunge da anni risultati altissimi.
Ma, a quanto pare, questo è “rimbalzato” alla Gelmini, più attenta a far quadrare i conti che alla vera qualità formativa della scuola.

Non hanno un cazzo da fare queste parlamentari e cianciano del nulla per darsi un tono ed una importanza che non hanno. Ora, con tutti i problemi che gravano sulla scuola, con la scure della finanziaria che, una volta di più, si è abbattuta sugli organici, con il precari liquidati come un problema irrisolvibile, con l’aumento fino a 33 di alunni per classe, con i tagli alle risorse che si annunciano drastici e definitivi…beh, con quello che sta succedendo…ecco che appare l’illuminata di turno, certa Gabriella Giammanco, trentunenne parlamentare del Popolo delle Libertà, che siede tra i banchi della commissione cultura a Montecitorio!
La giovane pulzella, ignara che la scuola ha fatto un suo percorso di crescita negli anni, rivendica la necessità di tornare al vecchio, caro grembiulino. Eh già, tutti in uniforme, irrigiditi prematuramente in un ruolo, tutti uguali e magari non pensanti…che a quello ci pensano già le tv berlusconiane con i palinsesti studiati per ridurre in pappa il cervello!
Cioè, voglio dire…il grembiule di centenaria memoria, quello che indossavo io da ragazzina… magari con il fiocco azzurro e rosa a distinguere ben bene i maschi dalle femmine…magari poi faremo classi di soli maschi e classi di sole femmine…potremmo anche tornare ai nastri tricolori, ai premi e alla bella copia…si potrebbe tornare ai banchi di legno, al pennino intinto nell’inchiostro, alla scuola nello stile di De Amicis.
E non mi si venga a dire che il grembiule è necessario…ho sentito tutte le cazzate in merito e, come insegnante, dissento: i bambini ed i ragazzi non lo amano affatto, non impedisce che ci si sporchi, non “copre” le differenze di vestiario…eh già, esistono sia grembiuli comprati sulle bancarelle dei mercati, sia quelli “ereditati” da fratelli o sorelle più grandi, sia quelli con la griffe bene in mostra…a sancire le differenze!
Il problema è che la ministra Gelmini ha subito caldeggiato la proposta…come dire…povera scuola pubblica in mano ai conservatori più beceri!
Per effetto del protocollo welfare siglato dal precedente governo di sinistra, i pensionati riceveranno un aumento quando andranno a riscuotere la pensione. gli aumenti previsti riguardano i pensionati che hanno almeno 64 anni e un reddito complessivo personale inferiore a 654 e 684 euro al mese: l'assegno, in rapporto ai contributi, versati varierà dai 336 ai 504 euro. Si tratta di 3.400.000 pensionati secondo i calcoli elaborati a Novembre 2007. Ma non se ne parla. Tutto tace perché il fiato alle trombe è riservato per la “social card” berlusconiana.
Non voglio dire che non sia un buon provvedimento (anche se ricorda vistosamente la tessera annonaria fascista!) visto che ogni entrata aggiuntiva permette ai pensionati una migliore qualità della vita, quanto piuttosto sottolineare l’estemporaneità di certe manovre a scapito di interventi strutturali più mirati.
Che cosa è la social card? È una carta prepagata che sarà consegnata alla Posta quando si ritirerà l'assegno della pensione e avrà un valore di 400 euro l'anno. Si potrà usare per ottenere sconti sui prodotti alimentari (il 10% sulla spesa) e sulla bolletta della luce per la quale lo sconto sarà del 20% sulla tariffa elettrica sociale assegnata d'ufficio.
Chi riceverà la card? Circa un milione e duecento pensionati, a fronte di un esercito di circa otto milioni di anziani che ricevono una pensione che arriva a malapena a 750 euro (l’80% non arriva nemmeno ai 500 euro ). Insomma un numero poco più superiore al 10% della popolazione avente diritto!
Allora, io mi chiedo, dove è la promozione del diritto sociale? Per le persone in difficoltà, prima di tutto gli anziani, sono necessari i servizi. Ma la mannaia si è abbattuta in primo luogo ( e ancora una volta!) sui fondi agli enti locali. C’è da chiedersi, pertanto, se i 400 euro l’anno copriranno gli aumenti che a livello locale saranno approvati per far fronte ai tagli e se, soprattutto, permetteranno una maggiore tranquillità alle persone alle prese con il carovita!
Ho bisogno di capire. Insomma, sento cianciare da mesi della necessità di maggiore sicurezza. In nome di questa ho ascoltato cittadini qualunque e anche politici esaltarsi per le ronde cittadine: annichilita ho assistito, in diretta tv, all’assalto dei campi rom e ho appreso delle leggi antirazziali proposte per debellare la criminalità “zingara”; ho udito il premier prima affermare che la clandestinità deve essere considerata reato, poi ritrattare ed assumere una linea più morbida e poi tornare di nuovo alla carica…come se il male di questa nostra povera Italia fossero solo i clandestini!
Poi, un giorno, le chiacchiere cambiano. Basta con le intercettazioni si proclama con toni drastici. Ed io mi dico…beh, la tutela della privacy…poi mi rispondo…capirai, la privacy: gli impianti satellitari e la telefonia mobile, internet…tutto è sotto controllo, anche le nostre menti a quanto pare, vista la continua manipolazione ad opera dei media.
Dunque, secondo il disegno di legge (o è un decreto legge…le solite gaffes berlusconiane!) l’uso delle intercettazioni telefoniche è possibile solo per reati che abbiano il massimo della pena dai dieci anni in su. Questo significa che per gli omicidi, i sequestri di persona, il riciclaggio, la corruzione dei pubblici ufficiali, la criminalità economica, l'usura, l'estorsione e la pedofilia si dovrà rinunciare a uno “strumento di indagine che spesso è l'unico praticabile!
Allora, qua devo capire…perché la legge dei due pesi e delle due misure non mi sta bene! Una persona che arriva nel nostro paese su un barcone, spinto dalla disperazione e dal bisogno, è reo di clandestinità appena mette piede sul suolo italiano e un delinquente che si diletti in scippi, rapine, omicidi colposi ha un’immunità acquisita grazie a questo giro di vite governativo? Roba da non credere!
Ma c’è di più, in questo paese della cuccagna che sta diventando l’Italia! Approvata, ieri, la norma che interrompe i processi per i reati non gravi, commessi sino al 2002. Sarà un caso che l’unico presunto reato per il quale Berlusconi è ancora sotto processo, il famigerato caso Mills ricada proprio nei termini sopra citati?

Insomma, per la serie “Il lupo perde il pelo, ma non il vizio”, ecco tornare la stagione delle leggi ad personam!
"Se voi avete il diritto di dividere il mondo
in italiani e stranieri
allora io reclamo il diritto di dividere il mondo
in diseredati e oppressi da un lato,
privilegiati e oppressori dall’altro.
Gli uni sono la mia patria,gli altri i miei stranieri"
don Lorenzo Milani
Ma che sta succedendo a tutti noi? Dove è la solidarietà sociale, l'impegno verso l'altro, il riconoscimento del diverso...dove è finita la nostra pietas?
M sento sempre più fortunata. Sono nata nella parte giusta del nostro pianeta, nel Paese giusto e nella famiglia giusta. Potevo capitare in un campo room ed oggi sarei costretta a scappare davanti alla sete di vendetta e rivendicazione razziale crescenti...potevo essere nata in un paese dell'Est, acquistata come merce da un qualsiasi furfante e sbattuta su un marciapiede...oppure venire dalle Filippine...in questo caso sarei stata apprezzata come colf o donna delle pulizie o come badante..potevo essere scappata dai paesi in guerra ed essere guardata con diffidenza per la mia pelle scura...mi poteva capitare di essere parte di quell'umanità disprezzata, nascosta, clandestina che affolla le nostre città.
In qesto caso, come sarebbe stata la mia vita? Invisibile agli occhi dei più, sfruttata come manodopera a buon mercato, schiava in un paese ostile..vivrei nel degrado e nella miseria, senza possibilità di vedere riconosciuto alcun mio diritto...senza il rispetto che si deve a ciascun essere umano, defraudata della mia dignità di persona. Non voglio continuare oltre e, riconosco sin da ora, che effettivamente la crescente immigrazione ha reso invivibile quartieri interi, tanto che gli stessi abitanti si sentono "assediati" da questa umanità straniera, tuttavia credo si stia davvero esagerando, esasperando gli animi ed incitando al razzismo più becero.
Non a caso questo sta succedendo con il governo di destra. Lo ritengo responsabile di questo clima di caccia alle streghe, di questa ondata di intolleranza, di questa intransigenza che non lascia spazio ai valori dell'accoglienza e della cittadinanza universale. Ma trovo ugualmente colpevole il "governo ombra" che appoggia, cerca larghe intese, accondiscende, sottoscrivendo con il proprio silenzio colpevole una situazione sociale che trovo allarmante...e mi chiedo...dopo i Rom, gli extracomunitari e gli stranieri, l'ondata di sdegno furioso e le ritorsioni mascherate da guerre sante riguarderanno anche i disabili, gli omosessuali ed infine i comunisti? No, perché mi sa tanto di deja vue!
DEMOCRAZIA:hai 2 mucche. Si vota per decidere a chi spetta il latte.
DEMOCRAZIA RAPPRESENTATIVA: hai 2 mucche. Si vota per chi eleggerà la persona che deciderà a chi spetta il latte.
CAPITALISMO: hai 2 mucche. Ne vendi una per comperare un toro e avere dei vitelli con cui iniziare un allevamento.
CAPITALISMO SELVAGGIO: hai 2 mucche. Fai macellare la prima e obblighi la seconda a produrre tanto latte come 4 mucche. Alla fine licenzi l'operaio, che se ne occupava, accusandolo di aver lasciato morire la vacca di sfinimento.
BERLUSCONISMO: hai 2 mucche. Ne vendi 3 alla tua società quotata in borsa, utilizzando lettere di credito aperte da tuo fratello sulla tua banca. Poi fai uno scambio delle lettere di credito, con una partecipazione in una società soggetta ad offerta pubblica, e nell'operazione guadagni 4 mucche, beneficiando anche di un abbattimento fiscale per il possesso di 5 mucche. I diritti sulla produzione del latte di 6 mucche, vengono trasferiti da un intermediario panamense sul conto di una società con sede alle Isole Cayman, posseduta clandestinamente da un azionista, che rivende alla tua società i diritti sulla produzione del latte di 7 mucche. Nei libri contabili di questa società figurano 8 ruminanti, con l'opzione d'acquisto per un ulteriore animale. Nel frattempo hai abbattuto le 2 mucche perché sporcano e puzzano. Quando stanno per beccarti, diventi Presidente del Consiglio!
Muri per dividere, isolare, rinchiudere, emarginare. Succede a Padova, in una scuola elementare. Il plesso scolastico ospita, da ben 14 anni, sia la scuola primaria che il Centro Territoriale Permanente. Ora il fatto che ha sollevato l’ira funesta dei genitori e ha indotto la dirigente scolastica a prendere la decisione di far costruire un muro nella propria scuola, è tanto assurdo quanto è deprecabile il provvedimento messo in atto.
Un giovane cingalese di 18 anni ha fotografato un bambino di seconda che giocava in cortile. Voleva mandare a casa quelle foto, ha poi spiegato piangendo alla polizia che è prontamente intervenuta, far saper alla propria famiglia come era il Paese che lo accoglieva. È stata un equivoco generato dall’ingenuità di un ragazzino che voleva rassicurare mamma e papà, mandando loro immagini di ordinaria quotidianità…un bambino che gioca nel cortile della propria scuola!
Di certo non sapeva che esistono leggi sulla privacy che impediscono di “rubare” l’immagine altrui e di servirsene, ma soprattutto, non sapeva che in Italia si vive nel terrore di rapimenti, stupri, violenze di ogni genere e che, nell’immaginario collettivo, si associa un alone negativo a qualsiasi straniero viva sul nostro territorio. Perché di questo si tratta…della paura della gente e della logica perversa secondo la quale se di qualcuno dobbiamo dubitare è di chi è diverso da noi. La E chi è più diverso di un straniero?
Ora, voglio anche giustificare l’allarmismo dei genitori, ma quello che proprio non mi va giù è il modo con cui la Dirigente Scolastica ha affrontato il problema. Una volta accertato che l’episodio non era lesivo per nessuno e che non c’era alcun presupposto per allarmarsi, perché far erigere un muro nella propria scuola? L’eccesso di cautela non è una giustificazione. La scuola è promotrice di valori fondanti come quello dell’accettazione del diverso da sé, dell’accoglienza, dell’integrazione, della tolleranza. Quale messaggio ha dato questa Dirigente? Avrebbe dovuto tranquillizzare quelle mamme e quei papà, sottolineare che la condivisione di spazi tra bambini e ragazzi non è una scelta dell’ultima ora, ma una esigenza che va incontro a richieste educative e formative importanti, assicurare a tutti che la convivenza tra “diversi” può essere occasione di crescita e di confronto, organizzare i tempi e gli spazi in funzione delle diverse esigenze degli utenti…che sono sia gli alunni della scuola primaria che i ragazzi del CTP!
Non doveva succedere. Altre morti. atroci come sono tutte le morti sul lavoro. Frutto di incidenti, di disattenzione, di mancanza di sicurezza. Le chiamiamo bianche perché così, forse, ci sembrano meno tragiche, meno cruente come se, a stendere su questa realtà un telo bianco, la coscienza ne potesse trarre quella rassegnazione che arriva dopo ogni evento luttuoso.
Ed invece no...non voglio più farlo...piangere i morti oggi e poi farmi riprendere dalla vita. Siamo tutti colpevoli. Non solo quelli che vengono fischiati o insultati nelle pubbliche piazze...anche noi lo siamo. Lo siamo perché abbiamo deposto le armi della pressione politica...che parte dal basso, dalla nostra rabbia e dalla nostra frsustrazione, e si dirige verso l'alto. Perché abbiamo perso la capacità di farci ascoltare veramente? Perché abbiamo rinunciato alla possibilità di dire la nostra e di far sentire le nostre proteste? Che cazzo ci è successo?
Abbiamo dimenticato un fatto essenziale della vita sociale e politica...le forze politiche, i leader dei partiti, i ministri sono dei nostri portavoce. Li abbiamo eletti perché ci rappresentino, perché risolvano i problemi per noi, perché allontanino da noi le ansie e le preoccupazioni della vita contemporanea. Dovrebbero essere LORO ad ascoltare noi, le nostre esigenze, le nostre necessità e priorità. Ma è successo un fatto paradossale. Siamo noi, oggi, ad ascoltare loro, a riempirci la testa dei loro vaniloqui...in questo mondo mediatico ci siamo trasformati da cittadini a pubblico, disposti a berci la balla di turno...basta sia scintillante e confezionata bene! Anche in questo senso siamo dannatamente colpevoli!
Abbiamo le piazze dove gridare il nostro dolore, un blog dove consolarci, argomentando e cincischiando intorno all'argomento. Ma non è sufficiente perché finquando ci limiteremo a frignare sconsolati, ci saranno altri nomi ad allungare quella triste lista, altre persone che non torneranno più a casa, altre famiglie che piangeranno i loro cari. Allora, io penso, sia l'ora di tornare a farci sentire, nei luoghi e nelle sedi adatte e di pretendere che ci ascoltino.
Cominciamo con una cordata di blogger...facciamoci sentire...altrimenti ci stiamo parlando addosso e restiamo colpevoli tanto quanto chi, dopo le lacrime di stato, torna a farsi i cazzi suoi fino alla prossima tragedia!
Pathos e delirio. Emozionante, vibrante, coinvolgente. La manifestazione nazionale contro la violenza e lo sfruttamento delle donne è stata grandiosa. Eravamo una marea, un’infinità di donne, belle e colorate, unite e battagliere, vocianti e sprezzanti, gioiose e libere…finalmente libere.
“"[…] ieri erano rappresentate “tutte” le donne. C’erano le femministe storiche degli anni ’70 con le adolescenti, c’erano le politicizzate dei partiti (anche se senza striscioni) e i meet-up di Grillo, c’erano le italiane e le migranti…” Sì eravamo una moltitudine, orgogliose di essere là, a testimoniare la nostra solidarietà alle vittime e a gridare il nostro BASTA all’abuso e allo sfruttamento, a rivendicare la libertà e l’autodeterminazione di genere, a esigere il riconoscimento dei diritti delle donne, a pretendere pene più severe per chi stupra o abusa di una donna o di un minore, a reclamare stanziamenti più cospicui per le associazioni che si occupano delle donne violentate, a chiedere che nel pacchetto sicurezza si definiscano meglio i provvedimenti a tutela delle donne.
Personalmente avrei voluto che, accanto a noi, ci fossero anche gli uomini perché la violenza e lo sfruttamento delle donne non è solo il fatto privato di chi la subisce, ma è una colpa collettiva..
Siamo nella civilissima Italia e questi fatti criminosi succedono...c’è chi gira la testa dall’altra parte dopo aver versato le sue lacrime di coccodrillo a comando... se non facciamo niente e restiamo a guardare, inerti o indifferenti, siamo conniventi, tacitamente complici…ogni vittima non ha sesso, né età, né colore della pelle, né credo religioso o politico...è una vittima e basta, in mano al carnefice di turno. E noi, in quel corteo, lo abbiamo gridato al cielo il nostro NO!
C'era anche rabbia in quella manifestazione, ma le urla erano liberatorie...donne da troppo tempo in silenzio...un grido represso che è esploso in modo corale… e ci sono state le contestazioni alle ministre. All'episodio è stata data un'enfasi tutta mediatica...questo non giustifica i fischi, né gli insulti...ma lì, oltre alle donne che esprimevano la loro solidarietà, c'erano anche vittime, persone che l'hanno vissuta davvero sulla propria pelle l'umiliazione e l'offesa dello stupro...e l’indignazione era rivolta verso chi è venuta scortata e seguita da un codazzo di giornalisti per farsi vedere...come a dire...anche io ci sono...ma il compito di quelle donne...destra o sinistra che fossero...era quello di premere perché una legge antiviolenza più severa passasse in parlamento...erano nel posto e nel luogo giusto per poter chiedere ed ottenere che ai centri antiviolenza fossero erogati più finanziamenti...che il pacchetto sicurezza fosse rivolto anche alla tutela delle donne. Qualcuna si è sentita tradita da loro ed ha ecceduto con le recriminazioni…da qui a giudicare l’intera manifestazione come fallimentare o segregazionista...beh, ce ne passa!
Piansi anch'io la prima volta, stretta in un angolo e sconfitta
Lui faceva e non capiva, perché stavo ferma e zitta
Ma ho scoperto con il tempo, e diventando un po' più dura
Che se l'uomo in gruppo è più cattivo, quando è solo ha più paura.
“Gli uomini non cambiano”, Mia Martini
Le donne di sinistra si mobilitano ed interverranno in massa alla manifestazione nazionale “Contro la violenza e lo sfruttamento delle donne” che si svolgerà oggi a Rom